Bari: se pure il fallimento diventa un problema… COMMENTA  

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E se a Bari fosse difficile pure fallire, se anche lo si volesse? Scherzi a parte, la situazione del club biancorosso, e soprattutto il suo prossimo futuro, non accennano a schiarirsi. Troppe le variabili negative che influiscono su una matassa che giorno dopo giorno si aggroviglia invece di dipanarsi: dallo scandalo-scommesse, che quasi quotidianamente porta alla luce nuovi dettagli (l’ultimo è il presunto legame tra alcuni ex biancorossi ed i clan della malavita locale) rendendo impossibile una qualunque previsione attendibile sulle ripercussioni che tutto ciò avrà sulla società, fino alla totale assenza di imprenditori disposti a succedere ai Matarrese. E’ ovvio che i due fatti sono legati tra loro, perché nessuno può pensare di mettere mano ad una società immersa nei debiti senza sapere in quale categoria militerà, ma il tempo stringe e nulla di buono si scorge dietro l’angolo. Il tutto mentre la squadra continua a stupire: otto vittorie in trasferta la dicono lunga sulle potenzialità di un gruppo giovane ma volitivo e qualitativo costretto però a rinunciare per un mese e mezzo a Ciccio Caputo: il bomber di Torrente infatti è stato sospeso per 45 giorni (con ammenda di 15.000) a causa di irregolarità nelle pattuizioni contrattuali ai tempi della Salernitana. Peccato che siano passati due anni e che nel frattempo la società sia fallita. Un’altra forma di responsabilità oggettiva, seppur indiretta, che grava quindi sul Bari. Come se i problemi non siano già abbastanza.


Infatti perfino l’unico fatto certo, ovvero è che i Matarrese a partire dall’estate non siano più al timone del club, ora comincia a vacillare: perché è vero che l’attuale proprietà ha già stanziato un budget per l’eventuale permanenza nel 2012-2013 ma il suo ammontare a meno di tre milioni di euro fa capire fin d’ora che, a prescindere dalla categoria, la prossima rischia di essere una stagione da lacrime e sangue. A meno di colpi di scena al momento imprevedibili visto che tutti i tentativi di cercare una svolta sono andati a vuoto. Così mentre non si sa ancora se la prossima penalizzazione sarà di due o tre punti, ecco che pure il gran daffare che si è dato il sindaco Emiliano ha prodotto il classico zero tagliato. A cominciare dall’iniziativa del comune, nella persona dell’assessore allo sport Sannicandro, il cui ambizioso progetto legato ad una cordata di imprenditori locali non ha riscosso alcun interesse di rilievo, per finire con il suddetto progetto del “fallimento pilotato”, evocato a chiare lettere da Emiliano fin dagli ultimi giorni del 2011.


Uno scenario che consentirebbe di ripartire non necessariamente da una categoria inferiore ma almeno con la massa debitoria azzerata: già, ma per fare tutto questo servirebbe in primo luogo una stima precisa del buco di bilancio (impresa al momento ancora non riuscita), dall’altro qualcuno che s’interessasse per salvare il titolo sportivo.

Ma a quel punto entrerebbero in scena altre variabili, a partire da quella legata al San Nicola con tutti i business (veri o presunti) che esso porta con sé.

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Il resto lo fanno i rapporti tesissimi tra il Comune ed i Matarrese: le uniche due entità, però, cui il futuro del club interessa per davvero.

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