Bari: Torre Quetta in concessione ai privati, ma resta pubblica COMMENTA  

Bari: Torre Quetta in concessione ai privati, ma resta pubblica COMMENTA  

Pochi e fortunati tutti quelli che riescono a partire presto la mattina raggiungendo un anfratto, magari uno scoglio, muniti di sdraio e ombrellone in cerca di un insenatura naturale per issarlo, e poi sedersi, affacciati su un mare, che è lo stesso per tutti senza doverne pagare la veduta, perché pubblico e senza recinzioni.


Oggi le spiagge sono quasi tutte private. In tempi di crisi poi, i soldi pubblici servono ad altro e sarebbe da incoscienti impiegarli per curare una spiaggia. Tanto vale concederla ai privati infischiandosene un tantino troppo del demanio proprietà dell’umanità.


Eppure tocca gioire della privatizzazione, al solo beneficio di vedere curato il proprio mare, senza rifiuti e alghe ammassate, in  una spiaggia trattata. Una consolazione pagata a duro prezzo con la perdita delle spiagge pubbliche.


Ma oggi, proprio dalla regione Puglia si rende nota la proposta di espletare un bando di gara per l’affidamento a privati di Torre Quetta, con lo scopo di curarla sgravando il Comune da una spesa di 300mila euro l’anno. E nonostante l’affido a privati la spiaggia sarà aperta a tutti.

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L’atteso bando sarà completato entro giugno. Chi otterrà la spiaggia dovrà occuparsene solo un anno, facendosi carico di bagni muniti di docce calde, pulizie, gazebo o chioschi bar, noleggio di sdraio, ombrelloni, pedalò oltre ai parcheggi, non più affidati all’Amtab come lo scorso anno.  A carico dei vincitori del bando anche la vigilanza balneare e quella notturna.

Il noleggio delle sdraio sarà offerto al modico e accessibile prezzo di cinque euro. Ma naturale, che trattandosi sempre di spiaggia aperta a tutti, i bagnanti potranno portare sdraio e ombrelloni propri senza spendere un centesimo, nel miraggio che forse, anche se meno autentiche di un tempo, le spiagge pubbliche esistono ancora.

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