Bari vecchia e la sua metamorfosi

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Bari vecchia e la sua metamorfosi

Vicolo di Bari vecchia

La città vecchia non è più un luogo memoriale ma è un quartiere del capoluogo con i suoi problemi e le sue contraddizioni che trasuda una grande umanità e il parroco della Cattedrale prende atto della metamorfosi urbana. Soprattutto, si percepisce nelle sue parole ( durante un intervista fattagli ) tutta intera la misura del realismo con cui si traccia una linea di confine tra il vissuto autentico della città vecchia e la costruzione fantasmatica di una «riappropriazione» del centro storico da parte della metropoli, di una «riscoperta» che vive sono nella retorica della baresità.

La verità è che «il giovedì dell’ultima cena sembra di assistere alla sagra del panzerotto», dice don Franco Lanzolla. E aggiunge: «Le famiglie vanno in visita agli altari vestiti con i fiori sgranocchiando popizze con il pretesto di “girare” i sepolcri, In pochi si inginocchiano in preghiera: tutti gli altri sono impegnati a stilare la classifica degli addobbi più belli».

Al di là del sacro e del profano, Bari vecchia mette in scena la storia della città ad uso del consumo di massa. Ma a questo punto bisogna chiedersi: quando è iniziata questa metamorfosi? È tutta colpa delle degenerazioni del Piano Urbano? O non si deve piuttosto risalire più indietro nel tempo, a quegli anni in cui ha preso forma e sostanza la politica dell’innesto dell’università e delle istituzioni culturali sulla distruzione del tessuto sociale e abitativo?

Foto by imageshack.us

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