Battisti-Mogol: vedova del cantante condannata a pagare

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Battisti-Mogol: vedova del cantante condannata a pagare

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Mogol: finalmente le canzoni di Lucio vivranno

Causa Battisti-Mogol: la società Acqua Azzurra dovrà risarcire il paroliere. La vedova Battisti scagionata dall’accusa di mala gestio.

Pensando a Mogol l’associazione è istantanea ad un unico nome: Lucio Battisti. Insieme hanno firmato grandi capolavori musicali, diventando la coppia conosciuta al mondo come Battisti-Mogol.

Lo stesso Mogol nel 2012 aveva portato in tribunale la moglie di Battisi, Grazia Letizia Veronese, amministratore unico della società Acqua Azzurra Srl– di cui però Mogol era co-titolare al 9%. La vedova di Battisti aveva infatti da sempre vietato la possibilità di utilizzare i brani del marito per spot, film o per qualunque altro scopo divulgativo. Fin dal principio, Giulio Mogol si era opposto a questa decisione, sostenendo che le parole di Lucio dovessero volare libere e poter essere ascoltate in qualunque situazione.

Dopo quattro anni, il Tribunale Civile di Milano ha emanato la sua sentenza in favore di Giulio Mogol, che a suo tempo fu anche scopritore di Lucio Battisti, oltre a diventarne poi anche paroliere nel corso degli anni.
La sentenza prevede il pagamento di circa 2 milioni e 650.000 di euro, a cui sono da aggiungersi gli interessi maturati in questi dieci anni e le spese legali.

La società Acqua Azzurra sarebbe quindi stata “condannata” per ostracismo nei confronti della diffusione delle canzoni di Battisti-Mogol.

Mogol ha espresso la sua felicità nei intervista: “riaccendiamo una candela a favore della qualità e dello spessore di un repertorio che è patrimonio della nostra nazione”.
Ovviamente la società ricorrerà in appello contro la sentenza del Tribunale di Milano, ma fino all’ulteriore sentenza, le canzoni di Battisti-Mogol potranno essere sfruttate anche all’interno di spot pubblicitari o film.
Il Tribunale ha invece respinto l’accusa di mala gestione nei confronti della vedova di Battisti, coinvolta in prima persona, scagionandola dall’accusa.

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