Benevento, rivolta nel carcere minorile, 30 mila euro di danni COMMENTA  

Benevento, rivolta nel carcere minorile, 30 mila euro di danni COMMENTA  

carcere minorile

Il carcere minorile di Airola, provincia di Benevento, è diventato teatro di una rivolta da parte della popolazione carceraria. 3 gli agenti rimasti feriti.

Una vera e propria rivolta ha avuto luogo ieri presso il carcere minorile di Airola, in provincia di Benevento. A diffondere la notizia sono stati i portavoce del Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria. Secondo quanto finora ricostruito, un gruppo di detenuti avrebbe iniziato a danneggiare delle celle in una delle sezioni del carcere. Alcuni tavoli sarebbero stati distrutti in maniera da usarne le gambe come bastoni. Gli agenti presenti sarebbero stati minacciati e tre di loro sarebbero rimasti feriti in alcuni scontri.


Rivolta guidata da piccoli boss maggiorenni

Secondo il Segretario Generale del Sappe, Donato Capece, la rivolta messa in atto nel carcere di Airola è “una manifestazione di forza da parte di clan della criminalità organizzata che si sono formati all’interno del carcere”. Lamentele in relazione al vitto e alla fornitura di sigarette le motivazioni ufficiali addotte, a quanto pare, dai detenuti in rivolta, mentre, secondo Capece, si è trattato di episodio nell’ambito di “una lotta tra bande”, in cui “uno dei clan ha voluto così dimostrare che è più forte e che riesce a tenere in scacco anche lo Stato”.

Per riportare all’ordine la situazione è stato necessario l’intervento di una trentina di agenti della polizia penitenziaria. L’episodio è durato in tutto circa 2 ore e ha coinvolto agenti provenienti da diverse altre strutture (il centro di prima accoglienza di Napoli, il carcere di Benevento), richiamati appunto per far fronte all’emergenza. Tre gli agenti rimasti feriti, mentre tutti i detenuti sarebbero rimasti del tutto illesi.


Danni complessivi per 30 mila euro

Una prima valutazione stimerebbe in circa 30 mila euro i danni arrecati alla struttura carceraria, fra mobilio rotto e televisori e addirittura termosifoni danneggiati.

Secondo il Sappe, la rivolta sarebbe stata guidata da detenuti maggiorenni affiliati ai clan camorristici e proprio su questo punto insiste Donato Capece. “Il problema” ha infatti spiegato il segretario del Sappe, “è che l’ordinamento consente la presenza di ultra 21enni – aggiunge – Sono piccoli boss che portano avanti una lotta per la supremazia.

L'articolo prosegue subito dopo

L’ennesima dimostrazione che il carcere è una università del crimine”.

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