Beppe Fiorello è Roberto Mancini, poliziotto contro la mafia

Cultura

Beppe Fiorello è Roberto Mancini, poliziotto contro la mafia

Io-non-mi-arrendo

Beppe Fiorello torna ancora una volta sullo schermo interpretando un personaggio commuovente, eroico. Nella nuova fiction di Rai Uno, in due puntate, per la regia di Enzo Monteleone, interpreta Marco Giordano alias Roberto Mancini, funzionario di polizia che per primo indagò sulla enorme discarica della “Terra dei Fuochi”.

La storia narrata, aldilà dei nomi di fantasia utilizzati, è quella vera del neo vice commissario che, appena arrivato nella regione Campania, si imbatte in un avvocato di provincia dai loschi traffici, che acquista ettari ed ettari di terreno agricolo con l’obbiettivo recondito di usarlo come enorme discarica di rifiuti tossici, presagendo un nuovo enorme e redditizio business gestito, come sempre dalla mafia. Fra mille difficoltà e ripetuti tentativi ripetuti di insabbiamento del caso, che vede coinvolte le più altre ed insospettabili personalità locali, la caparbietà del poliziotto vince su tutto, tanto che dopo essersi momentaneamente trasferito a Roma, insieme alla moglie e alla figlia piccola, poiché colpito egli stesso da un Linfoma non Hodgin, causato proprio da quei rifiuti tossici su cui indagava senza risparmiarsi, riuscirà a fare riaprire l’inchiesta, e a ricreare il suo vecchio gruppo operativo, portando alla luce la verità nonostante l’avanzare della malattia che lo porterà poi alla morte.

La figura di un eroe comune, che non ha fatto altro, per sua stessa ammissione, che compiere il proprio dovere, è stata fedelmente ricostruita sullo schermo anche grazie alla collaborazione della moglie Monica Dobrowolska Mancini, la quale ha riferito più volte di come suo marito si sia impegnato al di sopra di tutto, scavando a mani nude nelle discariche su cui stava indagando, rimanendo poi contaminato egli stesso da quei veleni che tentava di denunciare.

Una vita esemplare e una fiction che porta alla luce il tragico problema degli sversamenti nelle discariche che, purtroppo, non riguarda solo la regione Campania ma tutta l’Italia, Puglia in particolare, e che dovrebbe mettere sull’avviso tutti quanti. Quello rappresentato è il sacrificio di un uomo che dovrebbe essere ricordato, come ha giustamente sostenuto lo stesso Beppe Fiorello, al pari di quello di uomini come Falcone e Borsellino che hanno dedicato l’intera vita alla lotta alla mafia e alla ricerca di una giustizia terrena che a volte è difficile vedere arrivare.

Una storia forte e commuovente che ha registrato un vero e proprio boom di ascolti (ben 7,2 milioni di telespettatori) già al suo esordio e che ha conquistato tutti anche per l’assoluta mancanza di retorica e il totale rigore che la caratterizza oltre alla consueta bravura dei protagonisti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche