Beppe Grillo a Imola: 'Toglierò il mio nome dal simbolo, il M5S è un patrimonio di tutti'
Beppe Grillo a Imola: ‘Toglierò il mio nome dal simbolo, il M5S è un patrimonio di tutti’
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Beppe Grillo a Imola: ‘Toglierò il mio nome dal simbolo, il M5S è un patrimonio di tutti’

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Gianroberto Casaleggio, intervenuto al meeting del Movimento 5 Stelle in corso a Imola, ha parlato alla folla festante (200 mila presenze secondo gli organizzatori), lanciando una nuova fase, quella che dovrà condurre il M5S verso Palazzo Chigi, al grido di “governiamo noi”, ripetuto ossessivamente dai militanti.

Un progetto che potrebbe avverarsi nel 2018 poichè i pentastellati non si fanno illusioni sul fatto che il governo in carica possa cadere prima. Beppe Grillo, pochi minuti dopo prende la parola, e rivela di coltivare una ambizione: “Io ho un sogno, voglio togliere Beppe Grillo dal simbolo, perché il movimento diventerà vostro“.

Ha parlato anche il deputato Alessandro Di Battista, membro del direttorio del M5S, che ha voluto ribadire i meriti del M5S all’opposizione, oscurati dai mass media, allineati su posizioni filo-governative: ‘”In questi anni – ha spiegato Alessando Di Battista, che ha comunque ribadito di non avere velleità di diventare sindaco di Roma – abbiamo dimostrato di saper fare opposizione, ora dobbiamo dimostrare di saper governare, con l’obiettivo di cominciare dalle grandi città.

Se riusciamo ad amministrare bene Roma, poi sarà più facile conquistare il governo del Paese. Quando i cittadini conosceranno le proposte 5 stelle – continua – saranno d’accordo con noi‘.

Sull’ipotetico futuro primo ministro nessuno della base del M5S ha voluto sbilanciarsi. ‘Non è il nostro metodo quello della nomina in pectore – ha chiarito Casaleggio -da noi sceglie la base‘.

Beppe Grillo ha fatto eco alla versione di Casaleggio, anche se il nome di Di Maio sarebbe in questo momento il più gradito dagli elettori secondo gli ultimi sondaggi: ‘Non è certo che sia Di Maio – ha precisato Grillo – ci sono delle regole e le rispetteremo. Adesso non guardiamo i sondaggi, anche perché non ne azzeccano una’.

Ne è consapevole anche Luigi Di Maio, che sa benissimo che il compito della scelta del futuro premier spetterà alla base: ‘Alle regole – ha detto Di Maio – non si deroga perché è l’unico modo per far diventare la nostra comunità di cittadini qualcosa di diverso dalla politica che ci ha distrutti.

Una sfida difficile perché nelle istituzioni le tentazione sono tante’.

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