Berlusconi, 80 anni e il futuro del centrodestra: incontro con Salvini e Meloni

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Berlusconi, 80 anni e il futuro del centrodestra: incontro con Salvini e Meloni

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Gli 80 anni di Silvio Berlusconi possono sembrare l’occasione per ripensare al passato. Ma il leader di Forza Italia progetta il futuro del Centro Destra.

Proprio in concomitanza con il compleanno per gli ottant’anni di Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia ha raggiunto un accordo con Matteo Salvini e Giorgia Meloni per un incontro in cui si decidano le strategie per affrontare il prossimo futuro del Centro Destra. Nelle settimane che precedono il referendum costituzionale, fissato di recente dal Consiglio dei Ministri per domenica 4 dicembre, Berlusconi, Salvini e Meloni dovranno decidere quale identità dare al Centro Destra.

Vertice a Milano, non ad Arcore

Il vertice si è svolto in via Rovani, a Milano, per esplicito volere di Salvini e di Giorgia Meloni, che non hanno voluto andare ad Arcore, come invece si sarebbe fatto in passato. Testimonianza dei nuovi equilibri di forze che si stanno cercando nel Centro Destra, una tematica che, al momento, appare come quella principale nel dialogo fra i tre leader.

No al referendum costituzionale, programma elettorale allo studio

Silvio Berlusconi è ancora in fase di riabilitazione dopo l’intervento al cuore, ma a quanto pare il suo ritorno sulla scena politica potrebbe avvenire già ai primi di ottobre.

Venerdì prossimo Berlusconi sarà a New York per sottoporsi ad una visita specialistica in vista della ripresa delle attività.

E proprio entro la prima metà di ottobre sarebbe stato già fissato un altro incontro per proseguire con l’organizzazione della campagna per il no al referendum costituzionale. Di particolare importanza, da questo punto di vista, appare l’esigenza di smarcarsi dagli altri fronti per il no, a cominciare da quello del Movimento 5 Stelle, con il quale nessuno dei tre leader sembra intenzionato ad apparentarsi.

Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sembrano intenzionati a studiare sin da ora un vero e proprio programma elettorale da proporre in caso di sconfitta di Renzi al referendum o, in ogni caso, in vista delle prossime elezioni, al massimo nel 2018. Da questo punto di vista, sembra che i tre leader abbiano raggiunto l’accordo di non sostenere alcun eventuale rimpasto post referendario, ma di puntare dritti alle urne.

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