Berlusconi a Porta a Porta: «Zero tasse per chi assume a tempo indeterminato». E rimprovera Vespa COMMENTA  

Berlusconi a Porta a Porta: «Zero tasse per chi assume a tempo indeterminato». E rimprovera Vespa COMMENTA  

In attesa di presentarsi nel tanto sospirato prime time catodico offerto Michele Santoro e affrontare la pericolosa trasferta televisiva su La7 a Servizio Pubblico, in onda stasera alle 21.10, Silvio Berlusconi ha voluto giocare un’altra partita mediatica in casa, proprio nel home stadium del Cavaliere, che non è una trasmissione Mediaset, ma la “pubblica” Porta a Porta. Non si può negare, infatti, che da Bruno Vespa il Cavaliere si sia sempre sentito un sovrano e che il conduttore lo abbia sempre trattato da “super guest star”. Logico pensare che, prima di addentrarsi nella tana del lupo rosso gestita da Santoro e Travaglio, Berlusconi abbia voluto fare una sorta di prova generale davanti a telecamere amiche.


Uno dei momenti salienti di questa tappa dell’incessante campagna elettorale mediatica si è verificato quando il leader del Pdl ha voluto affrontare il problema della disoccupazione: «Visto che abbiamo 4 milioni di imprese, una delle cose che si può fare immediatamente è che se assumono almeno una persona in più con un contratto a tempo indeterminato, su questa persona non dovranno pagare i contributi previdenziali, che saranno a carico dello Stato, né le tasse per 3, 4 o 5 anni. È come assumere qualcuno in nero». Il Presidente non parla solo di una defiscalizzazione per le imprese, ma addirittura di una modifica nei controlli, pensando di «togliere tutte le autorizzazioni che si devono chiedere per aprire negozi o imprese o avviare cantieri e trasformarli in controlli successivi».


Un obiettivo impegnativo, soprattutto perché, sempre secondo Berlusconi, la colpa dei ritardi nei pagamenti alle aziende è da imputare totalmente proprio allo  Stato, mentre la Regione Lombardia, patria adottiva del Cavaliere e feudo del Pdl, si è distinta per i suoi pagamenti puntuali e costanti.


Nonostante giocasse in casa, non sono mancati momenti di tensione tra Berlusconi e Vespa, con il primo che apostrofava il secondo, reo di non aver compreso come la Costituzione italiana soffochi l’autonomia del premier e vada per questo modificata: «L’architettura istituzionale va cambiata perché così è impossibile governare».

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