Berlusconi contro tutti: «Inchiesta su Napolitano. Fini e Casini sono orrendi» COMMENTA  

Berlusconi contro tutti: «Inchiesta su Napolitano. Fini e Casini sono orrendi» COMMENTA  

Tutti sotto inchiesta. Dopo essere stato oggetto di non poche indagini giudiziarie, Silvio Berlusconi ha deciso di passare al contrattacco, mettendosi lui stesso nei panni degli inquirenti e promettendo un procedimento di inchiesta non solo su Mario Monti, ma anche su Giorgio Napolitano.


«La commissione di inchiesta sulla nascita del governo Monti dovrà accertare anche il ruolo del Presidente della Repubblica» ha affermato il Cavaliere ai microfoni di Radio Capital. «Non voglio dare giudizi al riguardo, sarà una commissione di inchiesta eventualmente a far emergere ruoli che ciascuno ha svolto in quell’occasione».


Come nel gioco Cluedo, individuati i presunti assassini (in questo caso del suo ultimo governo), Berlusconi indica anche l’arma del delitto, ovvero il termine spread, parola fino ad un anno fa sconosciuta alla maggioranza degli italiani. «Certamente ci fu un uso criminale dello spread che nessuno conosceva, e che portava a un aumento solo di 2 punti e quindi intorno a 5 miliardi di spesa in più nel 2011. Di fronte agli 800 miliardi di spesa pubblica nell’anno, 5 miliardi sono un’inezia che si può, come abbiamo trovato modo di non far pagare l’Imu agli italiani, recuperare in piccolissimi aggiustamenti di tasse su giochi, scommessi, tabacchi e alcolici».


Se Monti e Napolitano sono dei congiurati antidemocratici, gli ex alleati Casini e Fini sono orrendi: «Questo Casini con l’altro suo compare Fini sono veramente le persone peggiori che ho avuto modo di incontrare in politica. Sono veramente una iattura. Mi è scappato una volta “orrendi” e ho aggiunto subito “orrendissimi”. Non riesco a capire come possano attirare dei voti da parte di persone con la testa sulle spalle».

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Monito sepolcrale anche per l’alleato recalcitrante, la Lega: «Da sola va incontro a una sconfitta sicura» sia in Lombardia che alle elezioni nazionali.

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