Berlusconi declassa Monti: da guida dei moderati a piccolo protagonista

Politica

Berlusconi declassa Monti: da guida dei moderati a piccolo protagonista

Chi ci capisce qualcosa è bravo, si saranno detti Angelino Alfano e gli altri scudieri del Cavalier Silvio Berlusconi. Dopo aver imperversato in televisione, sia sui canali propri (Domenica Live) che su quelli pubblici (Porta a Porta), adesso la voce dell’ex premier si è diffusa via etere sulle frequenze di Radio Anch’io e ancora una volta le idee proferite cozzano fragorosamente con la linea politica indicata soltanto qualche giorno fa in tv, visto che Berlusconi in quattro giorni è sempre andato in onda, in un modo (leggasi media) o nell’altro.

In questo caso, le parole del Berlusconi radiofonico sono una dichiarazione di guerra, o quantomeno di rottura, con tutti i possibili alleati, tranne la Lega, indicati nelle interviste-monologhi precedenti. Mario Monti, definito il federatore dei centristi dallo stesso Berlusconi, è diventato «un piccolo protagonista» della scena politica, mentre le forze di centro che il leader del Pdl voleva unire contro la sinistra (il famoso «rassemblement dei moderati» prospettato alla presentazione del libro di Vespa) sono diventati «partitini del centro», alla disperata ricerca del loro leader, in questi caso Monti.

A proposito del futuro del premier dimissionario, il Cavaliere fa accadere l’impensabile, cioè afferma di essere d’accordo con Massimo D’Alema: «Rimarrei sorpreso se ci fosse una partecipazione alla campagna elettorale di Monti, sarei questa volta d’accordo con D’Alema, non sarebbe nell’interesse di Monti diventare piccolo protagonista da deus ex machina quale si era presentato».

A questo punto verrebbe spontaneo domandarsi perché non avrebbe sminuito la figura di Monti il porsi alla guida delle forze di centro insieme al Pdl, e quindi schierarsi comunque per una fazione politica, in questo caso a fianco di colui che aveva fatto cadere il suo governo e per rimediare i disastri del quale era stato chiamato nel 2011. Certo, la domanda più pressante riguarderebbe la schizofrenica opinione sul Professore da parte del Cavaliere: dopo aver tolto la fiducia al suo esecutivo, Berlusconi non aveva lesinato le parole di apprezzamento per il premier dimissionario, tanto da arrivare addirittura a confermare un suo ritiro in caso della candidatura di Monti alla guida dei moderati.

A quest’ultimo dubbio, però, è facile rispondere: il secco rifiuto di Monti su una eventuale alleanza con il Pdl ha di fatto distrutto qualsiasi possibilità di intesa con il Professore e con i moderati di centro. I quali hanno già scelto in Monti il loro campione, come si può evincere dalle pressanti richieste fatte da loro al premier.

Ed ecco come siamo arrivati da «guida per i moderati di centro, la maggioranza del paese» a «piccolo protagonista dei partitini di centro».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...