Berlusconi e il Festival comunista: «Niente canone, se sarà come la festa dell’Unità». Sullo spread: «Chi se ne importa»

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Berlusconi e il Festival comunista: «Niente canone, se sarà come la festa dell’Unità». Sullo spread: «Chi se ne importa»

È un’intervista che farà sicuramente discutere quella rilasciata da Silvio Berlusconi ad Unomattina. Ai microfoni della Rai, infatti, il leader del centrodestra, dopo aver ribadito la sua intenzione di effettuare in caso di vittoria il condono tombale, cioè un’ amnistia generale nei confronti di Equitalia, ha lanciato nuove frecciate nei confronti del Festival di Sanremo. In particolare, il Cavaliere critica la decisione di non aver spostato la kermesse a dopo le elezioni: «Disturba la comunicazione politica e influisce negativamente sulla par condicio» aveva detto qualche giorno fa. In realtà, traspariva l’idea che al Cavaliere, più che la manifestazione, non piacevano i conduttori, ovvero Fazio e Littizzetto, già nel suo mirino per i loro sketch irriverenti a Che Tempo che Fa. Oggi la maschera è stata più o meno gettata: non sono stati fatti i nomi dei due conduttori, ma lo è stato paventato l’allungarsi dell’ombra comunista tra una canzone e l’altra, a trasformare il palco dell’Ariston in una versione televisiva della Piazza Rossa.

«Non ci voleva niente a spostarlo di due settimane» ha detto ad Unomattina a proposito della kermesse. «Se il festival di Sanremo diventa la festa dell’Unità credo che il 50% degli italiani non pagherà il canone».

L’altro punto sul quale si aprirà una serie infinita di dibattiti è stata la presa di distanze da parte di Berlusconi dal problema dello spread. Una presa di distanze totale, visto che l’ex premier non intende nemmeno considerarlo come un problema per gli italiani: «Non devono preoccuparsi dello spread perché è la differenza tra quello che deve pagare la Banca d’Italia su titoli di prima emissione e quello che paga la banca tedesca, e non ce ne può importare di meno».

Quindi, secondo Berlusconi, che la Banca d’Italia sia la banca centrale del nostro Paese e si occupi tra le altre cose della retribuzione degli impiegati del settore pubblico non è assolutamente un problema che riguarda gli italiani.

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