Berlusconi e il futuro: «Al processo Ruby sarò assolto. Non so se tornerò, ma rimango al servizio del Paese»

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Berlusconi e il futuro: «Al processo Ruby sarò assolto. Non so se tornerò, ma rimango al servizio del Paese»

Mediaset minaccia licenziamenti
Forse sarà perché nella sua vita di procedimenti giudiziari ne ha subiti tanti, ma l’ex premier Silvio Berlusconi dei processi a suo carico non ha affatto paura. Nemmeno dell’ultimo, il “processoRuby”, in cui Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. «Sono sempre stato assolto e sarà così anche per il processo Ruby» afferma il leader del Pdl in un’intervista al quotidiano francese Liberation. La spiegazione al giornale transalpino della sua situazione giudiziari è la stessa che l’ex premier ripete da anni ai media italiani: «Una parte estremista e politicizzata della magistratura ha cominciato a perseguitarmi da quando sono entrato in politica, e non ha più smesso. Gli italiani lo hanno capito e sono con me».

Forte della sua futura (e presunta) assoluzione, Berlusconi ha parlato del suo, quello sì assai probabile, ritorno sulla scena politica del Belpaese: «Tutto il partito, a cominciare dai deputati, mi chiedono di tornare per beneficiare della mia popolarità in campagna elettorale.

Non ho ancora deciso ma una cosa è sicura: sono sempre stato al servizio del mio Paese». E a chi ha visto nelle sue dimissioni nel novembre 2011 le pressioni europee di Germania e Francia, l’ex premier assicura che la sua decisione è maturata in seguito alla «volontà di far nascere un governo di tecnici che beneficiasse dell’appoggio di maggioranza e opposizione, al fine di poter finalmente cambiare la struttura dello Stato e fare dell’Italia un Paese governabile come la Francia». Nessun accordo franco-tedesco per far cadere la testa di Berlusconi, quindi. Ma almeno il suo sacrificio è stato utile? «Sfortunatamente» ha concluso Berlusconi «per il momento così non è stato».

Dunque, dopo questa ammissione, come si deve interpretare il rapporto tra il Pdl e l’attuale premier Mario Monti, soprattutto in seguito alle dichiarazioni fatte al Wall Street Journal da parte dello stesso Monti («con Berlusconi lo spread sarebbe a 1200»)? Su questo argomento Berlusconi è molto diplomatico: «Il Pdl ha sostenuto lealmente il governo Monti, anche se si tratta di un sostegno critico, un pungolo per l’adozione di riforme costituzionali e di misure per la crescita».

Sarà per questo che, quando martedì è stata approvata la spending review, i pidiellini hanno fatto andare sotto il governo su un ordine del giorno sulla sicurezza, con il tesoriere Pietro Laffranco a spiegare senza giri di parole: «Lo abbiamo fatto apposta per protesta contro le parole di Monti su Berlusconi».

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