Berlusconi, il rottamatore: «Spero vinca Renzi. L’Italia deve cambiare tutto»

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Berlusconi, il rottamatore: «Spero vinca Renzi. L’Italia deve cambiare tutto»

Che Silvio Berlusconi avesse in simpatia Matteo Renzi, sindaco di Firenze e sfidante di Pierluigi Bersani al ballottaggio delle primarie del centrosinistra, non era un mistero. Tuttavia, le dichiarazioni sul futuro candidato premier che emergerà dalla seconda tornata elettorale, sembrerebbero quasi una benedizione da parte di un avversario, che poi tanto avversario non si sente.

«Non so se Bersani vincerebbe contro di me. Io personalmente spero che vinca Renzi» ha dichiarato il Cavaliere, interrogato sull’esito del primo turno delle primarie del centrosinistra. L’avvento di Renzi, secondo l’ex premier, permetterebbe all’Italia «di avere un partito socialdemocratico come negli altri paesi» e la fine del Pd come «un partito che si rifà all’ideologia comunista e questo provoca una politica che conosciamo: una politica dell’invidia, la politica di colpire le classi più abbienti, le imprese, la politica del più tasse».

Sarà perché è giovane, sarà perché ha idee più liberali, ma a Berlusconi Matteo Renzi piace.

E piace il suo concetto di rottamazione, che richiama sia un rinnovamento dei rappresentanti politici, che un cordiale, ma deciso, accompagnamento alla porta di quelli vecchi.

Ancora indeciso su tornare o meno nell’agone politico, Berlusconi ha bene in mente, però, quale deve essere la linea politica che il suo partito (che potrebbe non essere il Pdl, a quanto alcune voci riferiscono) sarà chiamato a seguire: quella, appunto, del rinnovamento.

Ospite di Mattino Cinque, il Cavaliere, come il giovane sindaco che tanto apprezza, non usa mezze misure a proposito dell’Italia che verrà: «Serve cambiare tutto. Bisogna aprire gli occhi su quello che è successo in Italia. Credo sia giusto per chi ha avuto l’onore di guidare il governo italiano riflettere su quale sia la ricetta e il modo per modernizzare l’Italia, una cosa che io avevo promesso in buona fede. Non sono riuscito a fare le riforme liberali non per colpa mia, ma perché qualsiasi programma deve prevedere il cambiamento delle regole della Costituzione per dare più poteri al governo, a cui vanno dati strumenti diversi».

A La Telefonata di Maurizio Belpietro, Berlusconi ha espresso tutto il suo disappunto nei confronti dell’attuale rappresentanza politica: «Gli italiani sono lontani dalla politica.

Il 70% degli italiani è disgustato dalla politica e dai partiti». Dunque, è necessario che emerga una forza nuova, capace di riavvicinare gli italiani alla politica.

A questo punto, sarebbe lecito chiedersi se Alfano è parte delle cose da cambiare? Secondo l’ex premier no: «Le cose che ho in mente vedono Alfano segretario del Pdl».

Bisogna vedere se il Cavaliere ha in mente di rimanere al Pdl.

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