Berlusconi pretende le frequenze TV gratis: Mediaset ricorre al Tar per la sospensione del beauty contest

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Berlusconi pretende le frequenze TV gratis: Mediaset ricorre al Tar per la sospensione del beauty contest

Sembrava strano che nel vertice della scorsa notte tra Monti, Alfano, Bersani e Casini, non si fosse discusso delle frequenze tv. Quello del Beauty Contest è un tema che sta particolarmente a cuore al PDl (leggi Silvio Berlusconi), al punto tale da minare la tenuta stessa della “maggioranza Brancaleone” in caso di eventi che possano ledere gli interessi dell’ex premier. Sì, perché il nocciolo della questione è sempre lo stesso: gli interessi del singolo a discapito del paese. Se non è la magistratura, è la stampa (ricordiamo tutti i tentativi d’imbavagliare stampa e web, misure che avrebbero fatto comodo anche a qualche omino verde padano), se non è la stampa sono le frequenze TV. Dal vertice di ieri non sono giunte buone notizie sul fronte Beauty Contest, anzi, Monti pare neanche abbia voluto sfiorare l’argomento ben evidenziato nell’agenda del portavoce di Berlusconi, Angelino Alfano. Passano poche ore e arriva la contromossa. L’annuncio lo fa Fedele Confalonieri, presidente Mediaset: «Ancora non possiamo dire se parteciperemo: vedremo la disciplina dell’asta che farà Agcom», ma la vera contromossa è un’altra; Mediaset presenterà ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione del ‘beauty contest’ per l’assegnazione delle frequenze tv.

Una richiesta, quella di regalare le frequenze televisive, inaccettabile in tempi migliori, figurarsi in temi di crisi come questi nei quali, un giorno sì e l’altro pure, è fatta richiesta di sacrifici agli italiani. I soldi per risanare il debito del nostro paese vanno reperiti cominciando dove i soldi ci sono e in abbondanza. Basta con i regali, chi vuole le frequenze televisive paghi o si faccia da parte. Gli italiani non regaleranno più nulla anzi, è giunto il momento di prendere.

Vincenzo Borriello

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