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Berlusconi show a Milanello: arringa alla squadra e dichiarazioni a ruota libera
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Berlusconi show a Milanello: arringa alla squadra e dichiarazioni a ruota libera

Dopo mesi di assordante silenzio e sostanziale indifferenza alle sorti milaniste, mentre la squadra, scientificamente smantellata nel mercato estivo, colava lentamente a picco, accumulando record negativi in sequenza, Berlusconi pare aver riscoperto un certo attaccamento alla creatura che tante soddisfazioni gli ha dato negli ultimi 25 anni. Oggi l’ex-premier si è presentato per la seconda volta nel giro di poche settimane al quartier generale di Milanello, ufficialmente per infondere un po’ di coraggio in vista del big match di domani con la Juve a una compagine comunque rinfrancata dal recente passaggio del turno in Champions.

Ma è parso subito evidente che questa ritrovata partecipazione ai destini rossoneri non dipendeva soltanto da fattori sportivi. Berlusconi ha infatti sfruttato l’occasione come cassa di risonanza per rilasciare la notizia bomba che quanto ventilato ormai da qualche giorno a questa parte potrebbe essere vero: il fondatore del PDL è pronto a “scendere di nuovo in campo”, come piace dire a lui, con metafora calcistica idonea alle circostanze, e ridare fiato a un centrodestra come non mai arrancante.

Fuor di metafora pedatoria questo significa banalmente che si ricandiderebbe ancora una volta a premier, risparmiando così al Popolo delle Libertà il dispendioso cerimoniale delle primarie. Il segretario Alfano, infatti, non appena appresa la lieta novella, si è subito precipitato a dichiarare le suddette primarie come inutili nel caso in cui il peso massimo dovesse far retromarcia rispetto al suo recentissimo ritiro dalla ribalta politica. Una soluzione, questa dell’ex guardasigilli, che non solo consentirà al partito di risparmiare sulle spese richieste per allestire una consultazione dall’esito a detta sua scontato, ma gli eviterà anche l’imbarazzo di dover cassare la regola per cui indagati o condannati non possono prender parte alla competizione, così da consentire la candidatura di Berlusconi, fresco di condanna di primo grado per il caso Fininvest.

L’ex-premier si è però ricordato di essere a Milanello anche per questioni calcistiche: come due settimane fa ha passato in rassegna la squadra e confabulato a lungo con Galliani e Allegri.

E probabilmente proprio per rincuorare l’allenatore, in bilico ormai da settimane, ha poi dichiarato ai giornalisti che anche il Milan è in corsa per il tanto concupito Guardiola (che voci dal Brasile vogliono in realtà molto vicino alla guida tecnica della Seleção). Le sue dichiarazioni non si sono però limitate al solo capitolo allenatore: rivestendo i panni del nonno un po’ burbero, ma comprensivo, ha scherzosamente attentato alla celebre cresta di El Shaarawy (indicato come “quello dal nome difficile … ma sì, l’egiziano, ma italianissimo però!”), lodandone poi, più che le prodezze sul campo, i successi scolastici (“ha preso la licenza liceale”) e prospettandogli addirittura un futuro accademico (“vorremmo che prendesse la laurea”). Ma anche un altro giovane attaccante rossonero ha goduto delle attenzioni paterne del presidente: si tratta ovviamente di Pato, il pupillo e quasi genero, che non verrà ceduto a gennaio, perché “non ancora del tutto ristabilito” dalla sequela di infortuni degli ultimi mesi, e il cui impiego deve essere comunque centellinato da Allegri.

Ma prima di imbarcarsi sull’elicottero e far calare il sipario sul one-man-show in salsa rossonera, l’ultimo pensiero presidenziale è andato a un grandissimo centravanti del passato: Marco Van Basten, che domani sera sarà a San Siro per seguire la partita con la Juve.

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