Bersani: «Mercoledì presenterò il mio governo». Renzi, premier o sindaco? - Notizie.it

Bersani: «Mercoledì presenterò il mio governo». Renzi, premier o sindaco?

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Bersani: «Mercoledì presenterò il mio governo». Renzi, premier o sindaco?

Alessandra Moretti, portavoce del Pd, non ha dubbi: «Se venisse richiesta un’altra figura di garanzia per dialogare con il M5S, tutti dovremmo pancia a terra lavorare per questo. Il primo a tirarsi indietro sarebbe Bersani, pronto a fare il capitano o il mozzo senza abbandonare la nave» dichiara in un’intervista sul Corriere della Sera.

Sarà, ma il segretario del Partito Democratico sembra avere tutta l’intenzione di sfruttare quella magrissima vittoria ottenuta per un pugno di voti e di non pensare per nulla a farsi da parte. In questo senso deve essere letta l’intervista che il leader del centrosinistra ha rilasciato a Repubblica sulle sue future mosse per formare il nuovo governo: «Chiamatelo come volete: governo di minoranza, governo di scopo, non mi interessa. Mercoledì prossimo lo proporrò in direzione, poi al Capo dello Stato: io lo chiamo un governo del cambiamento, che mi assumo la responsabilità di guidare, che propone sette o otto punti qualificanti e che chiede in Parlamento la fiducia a chi ci sta».

Di sicuro, non ci sarà alcun “governissimo” con Berlusconi.

Nel caso in cui a Bersani venisse chiesto di non ricoprire la carica di premier, molti hanno visto in Matteo Renzi un possibile sostituto. Sul Corriere si può leggere la risposta del sindaco di Firenze: «Vedo che alcuni giornalisti scrivono che io potrei fare il premier, che potrei fare il segretario. Tutte illazioni. E cavolate. La realtà dei fatti è questa: io non mi farò mai cooptare dal partito. Nessuno dei vertici potrà mai dire: “Il nostro prossimo candidato premier sarà Renzi”. Altra cosa è se il Partito Democratico va alle consultazioni da Giorgio Napolitano con una rosa dei nomi e fra quei nomi ci fosse anche il mio, allora io ci penserei seriamente». A quel punto, Renzi si farebbe carico di costruire un governo di coalizione che includa sia Grillo che Berlusconi, in modo da concentrarsi tutti insieme sulle «tante riforme da fare».

Un’ ardua impresa, riconosce lo sfidante di Bersani alle primarie, che riproporrebbe il classico ossimoro del Pd: anche vinci, perdi, e se perdi, può darsi che tu abbia vinto.

In questo modo si potrebbe spiegare perché ad un candidato sconfitto alle primarie del partito potrebbe venir chiesto di guidare un governo di coalizione.

Un’impresa talmente ardua da non essere vera. Questa è la dichiarazione su Adnkronos del portavoce di Renzi, Marco Agnoletti, il quale ha bollato qualsiasi ricostruzione giornalistica che preveda Renzi premier come infondata.

Lo stesso Renzi su Twitter ha affermato di voler rimanere a fare il sindaco di Firenze: «Quello che volevo per l’Italia l’ho detto alle primarie. Ho perso. Adesso faccio il sindaco. Non possiamo permetterci nemmeno i rimpianti».

Un tentativo di non creare altri problemi a Bersani o un modo elegante per dire: “Adesso è un problema tuo”?

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