Bersani 'attacca' Renzi: 'Se a Roma ci accordiamo con Forza Italia, trionferà il M5S'
Bersani ‘attacca’ Renzi: ‘Se a Roma ci accordiamo con Forza Italia, trionferà il M5S’
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Bersani ‘attacca’ Renzi: ‘Se a Roma ci accordiamo con Forza Italia, trionferà il M5S’

L’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, dopo diverso tempo, è tornato ad esternare il proprio pensiero colloquiando con la stampa sulle recenti defezioni di alcuni deputati, che hanno abbandonato il Pd dopo gli annunci sulla legge di stabilità. ‘Se io resto nel Pd – ha dichiarato l’ex segretario – non lo faccio perché ho una nostalgica ‘passionaccia’ per la ditta, per motivi sentimentali. Lo faccio perché senza il Pd il centrosinistra non esiste perciò mi chiedo come fanno altri a pensare di costruirlo fuori dal Pd. La mia idea d’Italia sta qui. E se gli elettori abbandoneranno il partito, temo sia più facile che finiscano nelle braccia di Grillo piuttosto che in quelle di una sinistra che non è nel Pd‘.

Come al solito, Bersani, traccia il quadro di cosa divide la sua idea di sinistra moderna da quella che Renzi sta creando in questi anni: ‘Dare un profilo al partito è importantissimo.

Lui pensa di rafforzarsi pescando qua e là, per me è il contrario. Più sei senza identità, più il tuo consenso è contendibile. Penso per esempio all’idea della Lorenzin: a Roma un bel patto trasversale dal Pd a Forza Italia intorno a Marchini. La via maestra per la vittoria dei 5stelle‘.

Poi dimostra di condividere le critiche giunte dalla parte più estrema del Pd a proposito dei tagli indiscriminati alla sanità: ‘Il balletto diplomatico (sulle cifre della sanità pubblica) è un po’ ipocrita : duecento milioni sono tagli agli sprechi, dodici miliardi in tre anni sono il colpo di grazia, sparirebbe. Davanti alla salute per me non c’è nè ricco nè povero. Se un pensionato viene costretto a pagarsi la risonanza magnetica spende l’equivalente di due Tasi’.

Bersani condanna anche i ‘trionfalismi’ del governo sulla possibile ripresa economica, che, secondo il governo, sarebbe già in atto: ‘La crescita c’è, anche se a livello embrionale.

Ma attenti agli slogan, ripeto, e all’ottimismo. Può diventare pericoloso anche a livello elettorale. Non basta dire: ho portato il bel tempo. Sa che fa la gente quando c’è il sole? Esce, si muove, si mette in libertà, va un po’ dove gli pare. Proprio quando le cose prendono la piega giusta non è detto che gli elettori votino chi li ha messi in quelle condizioni favorevoli. Guardatevi cos’è successo in Polonia‘.

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