Biancaneve era una contessa COMMENTA  

Biancaneve era una contessa COMMENTA  

Il professore tedesco Eckhard Sander, dopo tre anni di intense ricerche, pubblica un saggio sulla realtà storica del personaggio di Biancaneve, al mondo noto per la favola dei fratelli Grimm, edita nel 1812.

Dalle pagine di “Biancaneve, fiaba o realtà” (titolo originario “Schneewittchen, Maerchen oder Wahrheit?”) scopriamo l’esistenza del villaggio di Bad Wildungen, dove era usuale far lavorare i bambini nelle locali miniere di bronzo, fondate  – nel 1561 – dal conte Samuel von Waldeck. Sorella del nobile era la bellissima e infelice Margarethe, presto rimasta orfana di madre e affidata ad una insofferente matrigna. La giovane si lasciò trovalgere in un’intensa passione per Filippo II di Spagna, ai tempi ancora erede al trono. Un amore non previsto dai piani politici del costume monarchico, che utilizzava i matrimoni come strategia di alleanza ed espansione territoriale. Margarethe morì avvelenata a soli 21 anni, nel 1544, per mano della polizia segreta spagnola.

Dopo aver consultato archivi e quantità innumerevole di documenti, Sander trova altre interessanti coincidenze che avvalorano la sua tesi. Nello stesso paese, pare fosse esistito uno stregone che aveva la proprietà di avvelenare le piante di melo. I bambini che ne assaggiavano i frutti venivano colpiti da intossicazione. E nel 1532, una donna accusata di stregoneria venne arsa al rogo, proprio nei dintorni della cittadina belga.

Una storia romantica ma dal finale barbaro e dissacrato, ben lontanto dalla tradizione popolare più famosa.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*