Biella: edifici abbandonati e senza futuro

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Biella: edifici abbandonati e senza futuro

Uno dei tanti edifici abbandonati.

Come se la passa Biella? Male, a giudicare dai 15 spazi abbandonati sparsi nel suo territorio. La situazione non è ancora tragica, ma resta poco felice.

Biella sta morendo? È una domanda che si fanno un po’ tutti. La città del Piemonte non sta passando un bel periodo, e il sintomo più evidente sono i 15 complessi abbandonati sparsi per la città. Sedi inutilizzate, fabbriche, ospedali: 144mila metri quadri totali di superfici inutilizzate. La sede dell’Atap, le Pettinature Riunite, l’area ex Camuzzi, la lista è lunga e piena di nomi.

Perfino Marco Cavicchioli, sindaco di Biella, nonostante l’impegno e le forze che ci mette per mandare avanti il paese, non vede un buon futuro. Non che non ci siano stati progetti per il rilancio, anzi. Ma anche questi sono andati ad aggiungersi ai posti abbandonati: il caso più noto è l’avveniristico polo sanitario per la lotta ai tumori. Una spesa significativa per un complesso all’avanguardia che oggi fa fatica a difendersi da vandali e ladri di rame.

Tanto per dare un’idea della situazione, questo articolo era intitolato “A Biella 14 edifici abbandonati e senza futuro” quando abbiamo iniziato a prepararlo, ma un altro palazzo è stato abbandonato mentre scrivevamo.

In giugno, infatti, la scuola cattolica Santa Caterina di via Tripoli è stata costretta a chiudere per mancanza di iscritti.

biella

La situazione d’abbandono di alcune zone di Biella procede così rapidamente che facciamo fatica a starci dietro.

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Forse qualche appassionato di urbex potrebbe divertirsi, ma a noi fa abbastanza tristezza.
Gli ultimi alunni della scuola.
Uno dei tanti edifici abbandonati.

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