Bimbo muore in metro. Precipita nel vano ascensore, madre sotto choc COMMENTA  

Bimbo muore in metro. Precipita nel vano ascensore, madre sotto choc COMMENTA  

Un volo di oltre dieci metri, davanti agli occhi increduli della madre. Sono le 17,15 di ieri pomeriggio quando le urla di Francesca Giudice, 43 anni, sovrastano il rumore di sottofondo della stazione della metro di Furio Camillo.


Il suo bambino, Marco Grandefronte quattro anni compiuti a maggio, le è sfuggito dalle braccia mentre un dipendente della ditta di manutenzione degli ascensori tentava di farli uscire dalla cabina dell’ascensore bloccato mentre dal piano della biglietteria li portava alla banchina.


Secondo i carabinieri c’è la possibilità che il bambino sia precipitato nel vuoto mentre l’addetto della stazione azzardava una procedura di emergenza per metterli in salvo facendoli passare all’ascensore accanto attraverso una passerella improvvisata. «Un errore umano – ha detto l’assessore ai Trasporti romano Guido Improta – c’è stato un affiancamento con un altro ascensore, un trasbordo, mettendo in atto una procedura non codificata, è stato un eccesso di generosità dell’agente di stazione che si è trasformato in una tragedia».


All’apertura delle porte, il bimbo si sarebbe divincolato finendo nello spazio di circa un metro che c’era tra i due elevatori e cadendo nel vuoto per almeno dieci metri. In stazione anche il padre del bambino, arrivato sul posto scortato da un poliziotto prima di riuscire in strada, un’ora più tardi, insieme alla moglie e al Sindaco Marino intervenuto quasi subito sul luogo dell’incidente.

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«È una tragedia terribile, un lutto non solo per Giovanni e Francesca, i due genitori con cui sono rimasto per un paio d’ore, ma per tutta la città», ha detto Ignazio Marino. Contestatissimo all’uscita della stazione, il sindaco si è infilato nell’auto blindato dalla sua scorta mentre una folla inferocita gli urlava contro: «Buffone, ci avete rovinato». Sequestrati il passeggino del piccolo ed i filmati a circuito chiuso della stazione, i carabinieri agli ordini del Capitano Lorenzo Iacobone stanno lavorando senza sosta e con un numero impressionante di uomini per tentare di spiegare una tragedia che ad oggi sembra non avere alcun senso.

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