Bimbo sbranato dai cani: le prime dichiarazioni della madre COMMENTA  

Bimbo sbranato dai cani: le prime dichiarazioni della madre COMMENTA  

Dopo ore di silenzio ha deciso di parlare la madre del bambino ucciso dai due cani di famiglia. Una dichiarazione drammatica, per ricostruire gli istanti dell’aggressione dei due cani, di razza dogo argentino, avvenuta nel giardino della villetta. “Avevo il bambino in mano quando uno dei cani, l’unico libero in giardino, all’improvviso, senza motivo apparente, ha aggredito il piccolo cercando di portarmelo via – ha raccontato la donna, ancora sotto shock – L’ho difeso, ho combattuto, ma mi ha trascinata sul giardino. Poi sono riuscita a chiudere il cane e sono fuggita fuori casa urlando, chiedendo aiuto con mio figlio tra le braccia, ma è stato tutto inutile“. Stando a quanto raccontato dalla donna dunque solo uno dei due cani che la famiglia aveva da anni nella loro casa di Mascalucia, si sarebbe scagliato contro il bambino. Ieri la donna, indagata (come atto dovuto per poter effettuare l’autopsia) per omicidio colposo dalla Procura di Catania, si era avvalsa della facoltà di non rispondere. Oggi invece ha deciso di parlare e raccontare quanto successo, parole riferite dal suo legale d’ufficio, l’avvocato Fabio Cantarella.


Sostenuta dal marito, il quale ha sottolineato: “ha fatto il possibile, non ha mai lasciato solo nostro figlio. Lo ha difeso dall’attacco improvviso di uno dei due cani, che ha trascinato per terra anche lei, lasciandole delle ferite da trascinamento sul corpo.

Non ha alcuna colpa. È distrutta e piange, non riesce a dire altro, ma non sopporta di passare per una madre disattenta”. Difficile al momento capire cosa abbia portato il cane ad attaccare il piccolo: “erano da tempo con noi, uno era chiuso nel recinto, non hanno mai dato segnali di aggressività”. Al momento i due cani si trovano in un canile privato convenzionato con il comune dopo che ieri il vicesindaco Fabio Cantarella ne ha disposto il sequestro in accordo con l’Asp di Catania e la Procura.

Qui rimarranno una decina di giorni per un controllo, verificando se abbiano la rabbia per poi valutare come procedere.

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