Bindi ai gay: il matrimonio è per gli eterosessuali, potreste avere più fantasia e inventarne uno vostro

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Bindi ai gay: il matrimonio è per gli eterosessuali, potreste avere più fantasia e inventarne uno vostro

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Per alcuni la Costituzione è un alibi per celare il suo integralismo creazionista dal sapore Talebano. Sembra essere il caso di Rosy Bindi, a Genova per presenziare alla festa del PD, che alla domanda di un esponente di Sel:

Mi può dire perchè non vuole che io mi sposi?

La Bindi ha dato una risposta decisamente inadeguata al ruolo che ricopre e facendo pensare che a questo punto la Minetti di turno ha tutto il diritto e, poveri noi, i requisiti per svolgere ruoli istituzionali:

Io ti auguro di fare quello che vuoi nella vita, ma in questo Paese c’è la Costituzione. Il matrimonio è un istituto che è stato pensato storicamente per gli eterosessuali. Potreste avere più fantasia per inventarne uno vostro.

Alla Bindi facciamo presente che la Costituzione non è come il suo vangelo scritto 2000 anni fa e che, a differenza delle parabole che si prestano a discutibili interpretazioni, la Carta Costituzionale può anche essere modificata, se fosse davvero questo il problema.

Purtroppo, le questioni sono ben altre ecco perché la Bindi (e quanti la pensano come lei) farebbe bene a evitare di tirare in ballo la Costituzione strumentalizzandola per le sue convinzioni (dogmi) religiosi. In quanto a mancanza di fantasia dobbiamo dire che lei e i suoi compagni di partito, in tutti questi anni, hanno dimostrato di averne ben poca. La Costituzione dice tante cose ma a volte qualcuno, volutamente, ci passa sopra:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Lavoro neanche a parlarne e a quanto sovranità gli italiani non possono neanche scegliere chi mandare in parlamento.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Noi crediamo che dare la possibilità a persone dello stesso sesso sia un diritto inviolabile.

Art.

3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Se si pone la questione dei matrimoni gay è COMPITO della Repubblica rimuovere tale ostacolo e dare compimento all’Art. 3.

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Quante volte l’art 11 è stato disatteso prendendo parte ad azioni militari furbescamente ribattezzate missioni di pace?

Questi fatti dimostrano che, quando si vuole, la Costituzione la si aggira.

Quella della Bindi è un alibi per mascherare la precisa mancanza di volontà di cambiare le cose.

VINCENZO BORRIELLO

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