Birmingham: le due torri de Il Signore degli Anelli esistono davvero

Birmingham: le due torri de Il Signore degli Anelli esistono davvero

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Birmingham: le due torri de Il Signore degli Anelli esistono davvero

Birmingham: le due torri de Il Signore degli Anelli esistono davvero
Birmingham: le due torri de Il Signore degli Anelli esistono davvero

Tolkien visse nei sobborghi di Birmingham ed è qui che ebbe l'ispirazione per molti luoghi che compaiono nella sua celebre saga "Il Signore degli Anelli".

birminghamIl suo nome è Perrott’s Folly ed è una torre che si erge in un quartiere di Birmingham. E sebbene abbia bisogno di svariati lavori di ristrutturazione per un ammontare di oltre un milione di sterline, è stata acquistata da un ente benefico locale per la simbolica somma di 1 sterlina. Per quale motivo l’affare è andato in porto? Solamente perché l’edificio avrebbe ispirato niente meno che J.R.R. Tolkien. Avete capito bene: siamo davanti a Orthanc o a Barad-Dur.

A riportarlo è il quotidiano britannico The Guardian. Sul giornale, infatti, si legge che l’amministratore delegato della Trident Reach the People Charity è un fervente appassionato dello scrittore inglese e avrebbe accettato di trasformare la torre in un centro di accoglienza. Tutelata dalle Belle Arti britanniche, la torre è stata recentemente utilizzata per ospitare esposizioni artistiche e celebrazioni tolkeniane. In realtà, i nuovi proprietari non sono intenzionati a farne solamente un’attrazione turistica, ma usarla anche per attività sociali.

La storia della torre che avrebbe stuzzicato la fantasia di un Tolkien bambino

La Perrott’s Folly è alta 30 metri e ha più di 250 anni.

Possiede, al suo interno, sette stanze, una per piano. E sono (ovviamente) grandi quanto un tappeto. Venne eretta dall’eccentrico John Perrott, nel 1758. All’epoca, si trovava nel bel mezzo di un parco che, nel corso dei decenni, è andato via via scomparendo, a causa della costruzione di nuove case. Inizialmente, era semplicemente un padiglione di caccia. Ma la leggenda vuole che fosse stata eretta in modo che John Perrott potesse guardare la tomba dell’amata moglie, situata a 25 chilometri di distanza. Secondo un’altra versione, invece, sarebbe stata utile per spiare gli incontri della consorte con il suo bracconiere. Ipotesi entrambe rispettabili.

Successivamente, l’edificio divenne una stazione di osservazione meteorologica e fu acquistato dall’Università che lo chiuse definitivamente, nel 1979. Pare che la torre possedesse, secondo quanto scoperto all’epoca, numerosi passaggi segreti e locali sotterranei. 139 sono gardini che occorre salire per arrivare fino in cima.

L’infanzia di Tolkien nei sobborghi di Birmingham e l’altra torre

birminghamLa Perrott’s Folly era perfettamente visibile sia dalla casa dove Tolkien visse da bambino che dalla sua scuola.

Lo scrittore trascorse la sua infanzia nel sobborgo semi-rurale di Edgbaston, a Birmingham. Si trasferì qui con sua madre Mabel e il fratello Hilary, nel 1902. Tutta la zona viveva all’ombra della misteriosa e singolare torre. Ma non solo. Ce n’era un’altra che svettava poco più distante. Era la torre vittoriana dell’acquedotto. Certamente Tolkien le conosceva bene entrambi. Ma, secondo alcuni, dire che ne fu influenzato sarebbe eccessivo. Lo scrittore, infatti, non ne parlò mai.

Ciò nonostante, se leggiamo quel passo de Il Signore degli Anelli, ecco cosa ci trovaimo. “Un picco e un’isola rocciosa. Nera, dura e scintillante. Quattro imponenti piedritti di pietra sfaccettata si fondevano in uno solo puntando verso il cielo. Ma accanto alla sommità, i loro pinnacoli aguzzi come punte di spade e taglienti come lame di pugnali, si dividevano lasciando uno stretto spazio in centro. Qui, su un pavimento di pietra lucida ricoperto di strani segni, ci sovrastava di cinquecento piedi la pianura”.

Foto.

Emanuela Crosetti

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