Bizzarre storie di erba: da quella nascosta nel serbatoio auto a quella “biologica”

Bari

Bizzarre storie di erba: da quella nascosta nel serbatoio auto a quella “biologica”

Due storie diverse in due città diverse, ma nella stessa regione, nello stesso giorno e con la stessa protagonista: la marijuana.

Mentre a Bari, martedì 29 marzo, Finanzieri del Comando Provinciale e Ufficio delle Dogane incastrano un cittadino albanese ventottenne, ultimo anello di una catena di spaccio di droga, partita clandestinamente dalla Grecia e sbarcata a Bari, a Lecce nello stesso giorno viene arrestato un coltivatore di marijuana. Ma in questo caso il blitz è dei carabinieri, che, dopo due giorni di appostamenti attorno all’abitazione dell’uomo hanno potuto smascherare una serra composta da 31 piante e 48 germogli di marijuana, oltre a quella già a 322 grammi di erba già raccolta e sottoposti a essicazione.

Ma in comune, oltre alla droga, le storie dei due uomini, entrambi arrestati, hanno del grottesco.

Il giovane ragazzo arrestato a Bari, infatti, aveva nascosto gli 11 grammi di marijuana scoperti dalla Finanza nel serbatoio di una Mercedes Classe A partita con lui dalla Grecia, convinto, o quantomeno speranzoso, di passare inosservato la dogana e poter poi continuare il giro di spaccio clandestinamente partito dall’altra parte dell’Adriatico.

Quanto alla storia dell’intraprendente coltivatore della pianta stupefacente, c’è davvero dell’incredibile.

Il trentenne, al momento dell’arresto, ha affermato che la sua marijuana “è biologica, così non fa male alla salute”, “non si usano concimi chimici, casomai l’erba, una volta fumata, possa far male alla salute”. Oltre alle coltivazioni biologiche, i carabinieri, hanno scoperto un prontuario del coltivatore di cannabis con tanto di manuale, oltre alla meticolosa organizzazione alla quale la marijuana veniva sottoposta durante la coltivazione: ventilatori, lampada per luce e calore all’interno delle serre.

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