Bla Bla Car: il successo della piattaforma dell’autostop virtuale

Genova

Bla Bla Car: il successo della piattaforma dell’autostop virtuale

Bla Bla Car, la famosa piattaforma online che mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo e passeggeri che vanno nella stessa direzione, consentendo di condividere le spese di benzina e pedaggio, sta riscuotendo un discreto successo anche in Italia, con il boom fatto registrare nella città di Genova.

La piattaforma vide la luce in Francia, circa alla metà degli anni duemila, e rappresenta una sorta di autostop virtuale, che offre un servizio molto gradito dagli utenti, che nell’epoca della crisi, consente di risparmiare sul costo del carburante, e ridurre la circolazione di vetture sulle strade, con conseguenze positive in tema di impatto ambientale. Ogni mese si stima che siano circa 4mila i viaggiatori in partenza e in arrivo nella città della Lanterna grazie al servizio ride sharing’ di Bla Bla Car .

In una città con una nota propensione al risparmi, è quasi naturale che Genova risulti una delle più interessate ai servizi offerti dalla piattaforma.

Molto gettonata è la tratta autostradale che la unisce a Milano (al prezzo di 7-8 euro consigliato dalla stessa piattaforma). E il percorso più battuto sia perché il capoluogo lombardo è la principale città del nord Italia, sia perché i collegamenti tramite ferrovia e aerei scarseggiano per quantità e qualità del servizio, soprattutto dopo i recenti tagli agli Intercity. Ne consegue che Blablacar, a maggio, ha reso obbligatorio il pagamento online, partendo proprio dalla Milano-Serravalle.

Andrea Saviane, il responsabile italiano di Blablacar, ha chiarito i motivi della scelta: ‘abbiamo deciso di debuttare sulla tratta tra Genova e Milano per diversi motivi. Tra questi, il fatto che ci sono diversi utenti che la usano in modo regolare come dei pendolari e che noi conosciamo e sono in grado di darci riscontri. Inoltre, si tratta di un’area vicina alla Francia, dove il pagamento online è già rodato poiché è partito nel 2011’.