Bob Dylan “maleducato e arrogante”: non ha ancora dato sue notizie
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Cultura

Bob Dylan “maleducato e arrogante”: non ha ancora dato sue notizie

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Il recente premio Nobel per la letteratura Bob Dylan non avrebbe ancora preso contatto con l’Accademia che gli ha assegnato il riconoscimento.

Il cantautore Bob Dylan, insignito di recente del premio Nobel per la letteratura 2016, non ha ancora dato sue notizie all’Accademia di Svezia. Il menestrello di Duluth, Minnesota – uno dei suoi numerosi soprannomi – sarebbe stato per questo definito “maleducato e arrogante” dallo scrittore svedese Per Wastberg, intervenuto presso la televisione nazionale SVT. Il commento di Wastberg, ripreso anche dal Guardian, non ha comunque provocato la reazione di Bob Dylan, che continua a trincerarsi nel suo silenzio.

L’assegnazione di un riconoscimento internazionale così prestigioso a un autore che per l’intera carriera ha espresso forte critica nei confronti dell’establishment politico e culturale americano e mondiale potrebbe avere creato qualche imbarazzo al 75 enne Robert Zimmermann, in arte Bob Dylan.

Nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana

Il cantautore scrisse due fra i suoi brani più famosi – “Blowin’ in the wind” e “The times they are a-changing” nel 1962 e nel 1964.

A più di mezzo secolo di distanza, le parole di quelle canzoni, fra le altre, sono valse a Bob Dylan un riconoscimento che in passato è andato a scrittori come Kipling, Anatole France, Yeats, Faulkner, Steinbeck, Eliot, Hemingway, Camus e Golding, solo per citare qualche nome in ordine sparso. Il motivo del premio è noto. Secondo l’Accademia, Bob Dylan ha “creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”. Si è quindi tralasciato il contributo di critica sociale, che di certo l’autore avrebbe voluto dare, la spinta al cambiamento, a quei tempi che stavano per cambiare, nel 1964, e l’invito a “non criticare / ciò che non potete capire / perché i vostri figli / non sono sotto il vostro comando”.

In quel 1964, il Nobel per la letteratura andò a Jean Paul Sartre “per la sua opera che, ricca di idee e pregna di spirito di libertà e ricerca della verità, ha esercitato un’influenza di vasta portata nel nostro tempo”.

Sartre rifiutò il riconoscimento, perché, a suo parere, “non esiste uomo che meriti di essere consacrato in vita”. Il Nobel, insomma, è già stato rifiutato in passato. Vedremo.

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