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Bocciato il megaoleodotto fra Canada e Messico, Obama leader della politica ambientalista
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Bocciato il megaoleodotto fra Canada e Messico, Obama leader della politica ambientalista

Il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama ha deciso di bloccare la realizzazione di Keystone XL, il mega oleodotto concepito per trasportare il petrolio dal Canada al Messico.

Sette anni di discussioni, polemiche, critiche e promesse che si sono conclusi con una presa di posizione che ha sorpreso molti. Coraggioso o incosciente, Obama ha confermato la linea ambientalista su cui molto aveva puntato in campagna elettorale e che, in questi anni, per varie ragioni, era finita in secondo piano, fra i tanti problemi della politica americana e di quella internazionale. Approvare Keystone XL avrebbe significato “minare la leadership degli Stati Uniti” nell’ambito della politica ambientale. E, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, è stato proprio l’impatto ambientale a rappresentare il vero “fattore critico” del progetto dell’oleodotto. Allineato alla posizione di Obama anche il commento del segretario di stato americano John Kerry, il quale ha spiegato che “portare avanti questo progetto avrebbe minato in modo significativo la nostra capacità di continuare a essere una guida nella lotta al cambiamento climatico“. Non ha invece nascosto la propria delusione Justin Trudeau, primo ministro del Canada, anche se ha sottolineato che “le relazioni fra Canada e Stati Uniti sono molto più forti di ogni singolo progetto e confido in un nuovo inizio con il presidente Barack Obama per rafforzare i nostri importanti legami con spirito di amicizia e cooperazione”.

Keystone XL avrebbe dovuto trasportare il petrolio proveniente dall’Alberta, dove sono presenti giacimenti naturali di bitume in depositi di sabbia, fino al Golfo del Messico, ma il “fattore critico” riferito dall’amministrazione Obama potrebbe in realtà essere costituito da due distinti gruppi di considerazioni.

Il primo, più generale, riguarda il fatto che la costruzione di un oleodotto avrebbe per forza di cose favorito l’utilizzo di idrocarburi a forte impatto ambientale, con tutto ciò che consegue. Il secondo, invece, più di dettaglio, riguarda il fatto che dall’Alberta sarebbe arrivato un petrolio che nel settore oil and gas si definisce ‘sporco’, più complesso da trattare e, almeno secondo alcuni, ancora più inquinante. Di certo, Barack Obama ha voluto – e l’ha detto in modo chiaro – rafforzare la posizione degli USA, soprattutto alla luce del fatto che il 30 novembre inizierà la conferenza mondiale sul clima di Parigi (Cop 21), dove la discussione si farà senz’altro accesa e dove è auspicabile saranno definite misure di contenimento delle emissioni ulteriori rispetto a quelle già in atto, la cui natura dipenderà in massima parte da cosa decideranno di fare USA e Cina.

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