Boeing ha creato il materiale più leggero e resistente al mondo, al 99% fatto di aria

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Boeing ha creato il materiale più leggero e resistente al mondo, al 99% fatto di aria

Il materiale più leggero e resistente al mondo, fatto al 99% di aria.

È con queste parole che Boeing, società che da decenni progetta e costruisce aeromobili per i cieli terrestri e per lo spazio, ha dato l’annuncio del risultato di una ricerca durata circa quattro anni e che ha fornito come risultato finale questo nuovo materiale ad uso strutturale.

“È una struttura tridimensionale a cella aperta di polimero” ha spiegato la dottoressa Sophia Yang, ricercatrice nell’ambito del progetto. Il video di presentazione messo a disposizione da Boeing (disponibile al link http://www.boeing.com/features/2015/10/innovation-lightest-metal-10-15.page) mostra una struttura reticolare sottilissima, accompagnata dalla altisonante definizione: “Microlattice (questo è il nome di battesimo deciso da Boeing, ndr) è il metallo più leggero mai realizzato. Fatto al 99.99% di aria, è così leggero che può appoggiarsi su un soffione, ma la sua struttura interna lo rende molto resistente, caratteristiche che fanno di lui il materiale del futuro per aeroplani e veicoli”.

Sembra che l’idea di base sia stata quella di tentare di replicare una conformazione strutturale simile a quella delle ossa umane, dotate di una zona superficiale molto rigida e di una interna a celle, ovvero, per la gran parte, cava.

Resistenza e leggerezza, il binomio cui qualunque struttura ambisce, perché leggerezza significa contenimento del peso e, quindi, dei costi.

Nel settore dei trasporti, come suggerito da Boeing, la riduzione del peso comporterebbe una diminuzione del carburante, perché alla riduzione di massa si riduce la quantità di energia necessaria per muoverla.

Il lavoro compiuto sinora dal team di scienziati della University of California, dalla HRL Laboratories, da Irvine e dal California Institute of Technology non è ancora giunto al termine, anche se, a quanto pare, alcune soluzioni basate sull’impiego del nuovo materiale potrebbero già essere industrializzate allo stato attuale. La sfida vera, stando alle parole di Sophia Yang, potrebbe essere quella di creare un reticolo talmente resistente da poter proteggere un uovo lanciato dal 25 esimo piano di un edificio, facendolo giungere integro a terra.

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