Bologna, non si può rifiutare il voto, anzi sì COMMENTA  

Bologna, non si può rifiutare il voto, anzi sì COMMENTA  

Come racconta il Fatto Quotidiano, tutto nasce dalla volontà dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna di ridurre i tempi di completamento del percorso di studi e di conseguenza il numero degli studenti fuori corso, in modo tale da aumentare i finanziamenti da parte dello Stato, che sono corrisposti proprio proporzionalmente alla percentuale di soggetti che si laureano nei tempi previsti: la norma prevedeva l’impossibilità di rifiutare il voto d’esame dopo che fosse stato espresso dal docente.


Il più zelante nell’applicazione della nuova regola era stato il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Sergio Stefoni, che aveva comunicato agli studenti afferenti ai corsi di  laurea di sua responsabilità la novità: la notizia aveva causato il malumore dei laureandi, specialmente di quelli dell’associazione Prometeo, che avevano sottolineato come tale disposizione fosse svantaggiosa in vista della futura ammissione alle scuole di specializzazione, per le quali è richiesta una media finale abbastanza alta; impedire agli studenti di rinunciare alla verbalizzazione del voto e alla possibilità di dare nuovamente l’esame per non abbassare la media dei voti avrebbe costituito un problema proprio in vista della futura ammissione.


La preside della Facoltà di Lettere Carla Giovannini si era mostrata invece più aperta ad una consultazione con gli studenti prima dell’accettazione o del rifiuto del voto; anche Stefoni ha comunque comunicato di aver ripristinato il diritto di decidere anche dopo la pronuncia del docente, facendo retromarcia e accogliendo in modo costruttivo le proteste dei laureandi.


 

 

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