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Bombe made in Italy per l’Arabia Saudita

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Bombe made in Italy per l’Arabia Saudita

La situazione in Medio Oriente e nella penisola arabica si fa sempre più incandescente e, sulla scia degli eventi di Parigi dello scorso venerdì 13 novembre, la volontà di esprimere un giudizio è crescente.

Attaccare l’Isis oppure no, usare il pugno di ferro oppure no, appoggiare gli sciiti (come l’Iran) oppure i sunniti (come l’Arabia Saudita). Le domande sono molte e la confusione rischia di crescere anziché sparire, soprattutto perché è chiaro – è giusto che lo sia – che le implicazioni e i collegamenti fra il mondo occidentale e quelle aree del pianeta non si limitano agli incontri ufficiali, come quello di Renzi, proprio in Arabia Saudita, della scorsa settimana, ma possono essere molto più radicati e profondi.

Ad attirare l’attenzione su un particolare legame che sembra sussistere fra l’Italia e l’Arabia Saudita è stato il deputato sardo di Unidos Mauro Pili, che qualche giorno fa ha voluto denunciare il fatto che da Cagliari partano sempre più spesso convogli di armi diretti a Riyad.

Si tratterebbe di armi costruite proprio in Italia, secondo quanto ha detto Pili, il quale ha denunciato che “stanotte (la notte fra il 18 e il 19 novembre, ndr) dall’aeroporto civile di Cagliari partirà un nuovo carico di morte. Migliaia di bombe saranno caricate su un cargo per l’Arabia Saudita”. A costruire gli ordigni sarebbe la RWM Italia SpA, fabbrica di Domusnovas in provincia di Carbonia Iglesias. “Camion carichi di pallet pieni di bombe sono in partenza dallo stabilimento RWM di Domusnovas” ha raccontato Pili in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. “La scelta di fare tutto di notte è dettata dall’esigenza di non dare nell’occhio come l’ultima volta. So per certo che questa nuova consegna, inizialmente prevista via mare a bordo della portacontainer Jolly Cobalto attesa al porto di Sant’Antioco, è stata velocizzata per l’urgenza di rifornimento del committente saudita”.

La fornitura di armi da parte dell’Italia all’Arabia Saudita alimenta il conflitto in corso in Yemen, in merito al quale “il Consiglio Europeo si è dichiarato estremamente preoccupato”, secondo quanto ha riferito Giorgio Beretta, esponente dell’Opal (Osservatorio Armi Leggere).

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