Bossi tradito dalla famiglia, la lega da partito rivoluzionario a partito involuzionario

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Bossi tradito dalla famiglia, la lega da partito rivoluzionario a partito involuzionario

Le dimissioni di Umberto Bossi rappresentano la fine di un’era. Il leader leghista, dipinto come un duro e un puro, ha visto infangare il suo nome dal sangue del suo sangue. Bossi, stando a quanto emerge dalle intercettazioni, era stato da tempo esautorato dalla gestione del partito, almeno finanziariamente parlando. Lui era lo specchietto per le allodole, quello che ci metteva la faccia ma da quando si è ammalato, come riporta Affari Italiani, “le redini del partito sono passate nelle mani della moglie e di Rosy Mauro. Compresa la regia sulla gestione dei fondi elettorali”. C’è chi all’interno della Lega, riferendosi a Bossi, non ha esitato a parlare di “circonvenzione d’incapace”. Un’occasione ghiotta per i cocchi di mamma pronti a tramutare il partito in un rigurgito della prima repubblica. La Lega così da movimento rivoluzionario (almeno nelle convinzioni leghiste) è diventato un partito “involuzionario” nel senso che si è involuto a partito della “Prima Repubblica”.

Che sia una questione fisiologica dovuta magari, anche al crescere del partito stesso? Dopotutto le lotte intestine, il nascere delle correnti all’interno della Lega dovevano essere un campanello d’allarme da un lato ma anche l’indice, il segnale della crescita del partito e il formarsi di conseguenza, di anime diverse, alcune marce. Un qualcosa di troppo grande per essere controllato da un Bossi acciaccato. Poi viene il dubbio, il dubbio che Bossi sapesse. Un dubbio avvalorato dal ritrovamento di un carnet di assegni custodito nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito, a Roma e recante il nome di Umberto Bossi. Assegni inerenti il conto corrente sul quale vengono depositati i contributi al partito. Qualcuno però, si era insospettito. L’ex ministro Castelli premeva per visionare la voce “spese”. Altro aspetto rilevante è che, secondo gli inquirenti, i bilanci della Lega non sono mai stati revisionati, bilanci redatti da Nadia Dagrada, segretaria e persona di fiducia di Bossi.

Ora tocca al triumvirato formato da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago anche se lo stesso Calderoli potrebbe presto costretto a fare un passo indietro, anche il suo nome spunta nelle intercettazioni delle telefonate tra Nadia Dagrada e Belsito: “Come giustifico i soldi di Calderoli?”, domanda Belsito. “Quello non e’ un grosso problema – risponde Dagrada – nell’arco di un anno, non e’ un problema”

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