Botta e risposta tra Fornero e Camusso sugli ammortizzatori sociali COMMENTA  

Botta e risposta tra Fornero e Camusso sugli ammortizzatori sociali COMMENTA  

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Continua la serie di incontri dedicati alla riforma del mercato del lavoro, tra schiarite e nuvoloni. Oggi, il ministro Fornero ha fissato un limite temporale per la riforma degli ammortizzatori sociali, affermando che essa non potrà partire prima dell’autunno del 2013.

 Al suo vaticinio, ha risposto Susanna Camusso giudicando troppo ottimistico il traguardo, in quanto non si sa quanto potrà durare la crisi. Per quanto concerne il tema del contendere, ricordiamo che esso è soprattutto incentrato sulla cassa integrazione straordinaria, che il governo vorrebbe sostituire con un complesso si ammortizzatori universali, cioè non riservati solo ai lavoratori, ma anche a chi il posto non lo ha, mentre i sindacati vedono in questa proposta un via libera a licenziamenti indiscriminati, anche se ancora non si capisce il perché.

Forse proprio questa resistenza sindacale, ha spinto la Fornero ad affermare che in questo momento bisogna gestire la crisi con gli strumenti a disposizione. La riforma degli ammortizzatori, secondo il ministro, partirà “con il riordino cassa integrazione guadagni, assicurazione per disoccupazione involontaria, rafforzamento strumenti di sostegno al reddito e il riordino degli incentivi.

Sarà articolata su due pilastri a carattere universale. Il primo di essi è la tutela del posto di lavoro con la cassa integrazione guadagni, riportandola alla sua funzione originale e facendoci rientrare il credito, le assicurazioni e il commercio sotto i 50 dipendenti.

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Dalla cassa integrazione dovrebbero inoltre sparire alcune causali quali la cessazione di attività e il fallimento. Il secondo pilastro è rappresentato dalla tutela con sistema assicurativo per indennità per disoccupazione involontaria, cui dovranno  contribuire lavoratori e imprese. Il nuovo sussidio di disoccupazione dovrebbe essere unico e sostituire tutte le indennità esistenti dopo la perdita del posto di lavoro (disoccupazione ordinaria, con requisiti ridotti, mobilità, disoccupazione speciale), sarà rafforzato e esteso a tutti i settori. Si pensa inoltre ad una serie di incentivi per la stabilizzazione dei precari. Adesso, resta da vedere quali saranno le controproposte dei sindacati, che nei giorni scorsi hanno mostrato perplessità di fronte alle linee espresse dal governo. Se si dovesse giudicare da quanto espresso dalla Camusso, al termine del’incontro odierno (“E’ stata una discussione molto faticosa. Usciamo dall’incontro con molti più interrogativi che certezze. C’è ancora molto lavoro da fare”), manca ancora molta strada da fare, prima di un accordo, anche se in mancanza dello stesso, come affermato ancora una volta da Mario Monti, il governo andrà avanti per la sua strada.

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