Brasile: proteste in strada per alcuni aumenti, scoppia la rabbia

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Brasile: proteste in strada per alcuni aumenti, scoppia la rabbia

Scontri a Rio de Janeiro con gruppi armati. Manifestanti anche a Brasilia, sotto le case dei politici: “vergogna, vergogna”. Spesi milioni per modernizzare gli stadi di calcio.

Una forte protesta, sfociata in rabbia, ha attraversato l’intero Brasile. Erano vent’anni che una protesta simile non veniva dimostrata in tutto il Paese. Le manifestazioni sono state organizzate sfruttando Facebook, Twitter e altri social network, usando come pretesto la Confederation Cup (un anteprima dei mondiali i quali si terranno proprio lì, nel Pese patria dei carioca). A infiammare la “piazza” e i giovani brasiliani è stato l’aumento dei prezzi per i biglietti dei mezzi pubblici in uno Stato che a breve, nel 2014, ospiterà i mondiali di calcio e di conseguenza sta investendo parecchi milioni per modernizzare gli impianti sportivi.

Erano oltre 210 mila le persone che si sono riversate nelle principali vie e piazze, la metà dei quali a Rio de Janeiro: città spaccata tra la ricchezza e lo stento delle decine di favelas che incorniciano la ciudad maravilhosa.

Nel manifestare la rabbia anche gruppi armati di pietre, spranghe e molotov, i quali hanno preso di mira il Parlamento assaltandolo con lanci di tubi e bottiglie incendiarie.

Anche alcune banche sono state prese d’assalto mentre la polizia è intervenuta nei focolai più pericolosi al fine di arginare una probabile rivolta nazionale. Nella capitale, Brasilia, circa cinquemila manifestanti hanno sfilato sotto le case dei ministri al grido “ignominia, ignominia” (vergogna, vergogna). “Queste manifestazioni sono il grido del popolo contro la corruzione che sta distruggendo l’intero Brasile” – spiega un giovane manifestante –.

Il Paese, dopo anni di crescita economica, per le molte industrie che hanno aperto negli ultimi vent’anni, adesso sta attraversando un periodo delicato, non solo economico, per una crisi mondiale la quale non ha risparmiato nessuno, ma anche sociale. La sua forte economia (il Brasile è la sesta potenza economica mondiale) sembra impantanata, con una forte inflazione in continuo aumento: specie sugli alimenti e beni di primo consumo.

Dopo l’elezione di Dilma Rousseff, nel 2011, alla presidenza del Paese, la popolarità del governo è diminuita moltissimo e con esso la fiducia e le aspettative dei giovani.

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