‘Ho agito per legittima difesa’ sostiene Breivik al processo

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‘Ho agito per legittima difesa’ sostiene Breivik al processo

Siamo reduci da un fine settimana denso di notizie tristissime, ma probabilmente molti tra noi non hanno ancora lasciato decantare lo sgomento per alcuni tragici avvenimenti accaduti qualche mese prima.

In una di queste storie ci sono gruppi di ragazzi festosi, un clima da vacanza e un’isola evocativa. Sufficientemente lontana da casa per garantire una certa dose di riservatezza e abbastanza vicina da non far preoccupare la famiglia. Ma il 22 luglio del 2011, sull’isola di Utøya arriva un mostro armato che ancora oggi, al processo che ha avuto inizio a Oslo, dichiarava di aver agito ‘per legittima difesa’. Anders Breivik, contro ragazzini inermi.

75 ragazzi rimasti uccisi, e circa 300 feriti: senza un motivo plausibile. Oggi il Pubblico Ministero gli ha letto le accuse e ha dettagliato ogni singolo delitto, eppure lui sorrideva e salutava col pugno.. Poi, dopo aver tirato in ballo la storia della legittima difesa ha affermato di non poter riconoscere alcuna autorità della Corte norvegese, in quanto i suoi tribunali sono stati decisi ‘dai partiti politici che sostengono il multiculturalismo’.

Ineffabile coerenza. E una nota amaramente ironica: quando Breivik ha dovuto riferire in aula rispetto alla propria professione, ha dichiarato orgoglioso: ‘Scrittore’.

Vorrei proprio guardare negli occhi i suoi lettori.

Lorenza Cattadori

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