Brexit, arrivato l’ok del Parlamento al governo May

Brexit, arrivato l’ok del Parlamento al governo May

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Brexit, arrivato l’ok del Parlamento al governo May

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Il primo ministro britannico Theresa May potrà avviare l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea già a partire da domani.

Il primo ministro britannico Theresa May è uscita vittoriosa dal confronto con il Parlamento in merito alla Brexit. A seguito della sentenza dell’Alta Corte che stabiliva l’obbligo per Downing Street di ottenere la ratifica del risultato del referendum sulla Brexit dello scorso giugno, è stata avviata una discussione che, per circa un mese, ha visto impegnate la Camera Alta e la Camera Bassa. Una discussione che, alla fine, ha prodotto una legge che consegna di fatto i pieni poteri all’esecutivo di Theresa May.

Brexit entro due anni, notifica articolo 50 entro fine marzo

Ora il primo ministro britannico potrà avviare i negoziati per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea entro due anni e senza alcun vincolo (inclusi quelli relativi agli emendamenti sulla salvaguardia dei diritti dei cittadini UE, voluti dai Lord e abrogati dopo l’ultima votazione). A questo punto, si attende solo il giorno in cui sarà ufficializzata la notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

Probabile che tutto ciò avvenga entro la fine del mese di marzo.

I problemi con la Scozia

Se sul fronte dei rapporti con l’Europa Theresa May sembra destinata a muoversi senza intralci, i problemi sul fronte interno potrebbero non mancare. Da Edimburgo, infatti, la leader scozzese Nicola Sturgeon ha rilanciato l’idea di un referendum sull’indipendenza della Scozia. Si tratterebbe di una nuova consultazione dopo quella del 2014 vinta dagli unionisti, una nuova consultazione necessaria perché, secondo Nicola Sturgeon, “le condizioni sono mutate” dopo il voto sulla Brexit.

Il problema è che la Scozia ha votato a maggioranza per rimanere in Europa. Edimburgo ha chiesto a più riprese al governo May di studiare una soluzione che consentisse alla Scozia di rimanere all’interno del mercato unico europeo, ma la risposta arrivata da Londra si riassume nella definizione di “hard Brexit” che dovrebbe guidare il negoziato.

Per ora, da Downing Street hanno fatto sapere che un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia sarebbe improponibile.

Nicola Sturgeon ha però già avviato l’iter per la richiesta formale. L’ultima parola spetterà al Parlamento di Westminster.

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