Brexit, le richieste di Cameron alla UE

News

Brexit, le richieste di Cameron alla UE

La Gran Bretagna intende aggiustare i rapporti con l’Unione Europea e il premier conservatore David Cameron ha avviato ieri la propria azione in tal senso.

Le richieste britanniche sono finite in una lettera indirizzata al presidente del consiglio UE Donald Tusk, il quale ha spiegato che “con la lettera di Cameron possono ora partire i negoziati”, con l’obiettivo di studiare una bozza di riforme da discutere a dicembre, nel prossimo Consiglio Europeo.

Le richieste di Cameron sono molto chiare e mirano tutte a creare un rapporto “più flessibile” fra Gran Bretagna e Unione Europea. In primo luogo, Cameron ha evidenziato la necessità di proteggere i diritti di quei paesi che non fanno parte dell’Eurozona, anche in termini di diritto di chiamarsi fuori in tutti i casi in cui la UE opti per azioni votate a una maggiore integrazione. A Londra, Cameron vorrebbe poi vedere riconosciuta la possibilità di porre un tetto al numero di immigrati provenienti da altri paesi della UE e, più in generale, la Gran Bretagna chiede di potenziare le risorse per favorire lo sviluppo del mercato unico.

“Non nego” è stata l’ammissione di Cameron, “che sia un grande obiettivo cercare modifiche che richiedono l’accordo di altre 27 democrazie, ma di certo non è un obiettivo impossibile. Non l’ho pensato neanche per un minuto”. Il premier inglese si è comunque mostrato fiducioso perché convinto che “insieme si possa raggiungere un accordo in ognuna di queste aree. Se ci riusciremo, sono pronto a fare campagna con tutto il mio cuore e la mia anima per mantenere il Regno Unito dentro a una Ue riformata che continui ad accrescere la prosperità e la sicurezza di tutti i suoi paesi membri”.

Chiarito in modo inequivocabile cosa Cameron metta sul piatto della bilancia, Donald Tusk avvierà già la prossima settimana le consultazioni con i rappresentanti degli altri paesi membri e, nel frattempo, Margaritis Schinas, portavoce della Commissione UE, ha già dichiarato che fra le richieste britanniche ci sono senz’altro obiettivi “fattibili”, ma anche altri, più “difficili” o addirittura “problematici, che toccano le libertà fondamentali del mercato interno”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche