British Lion, la recensione

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British Lion, la recensione

Diciamolo subito senza troppi inutili giri di parole: British Lion di Steve Harris è un album di cui si può tranquillamente fare a meno. La voce di Richard Taylor è piatta, anonima, inadeguata e, quello che è peggio, è inespressiva. Le aspettative verso questo lavoro erano alte, almeno da parte del sottoscritto. Il basso di Harris è inconfondibile ma i brani mancano di mordente. Dal punto di vista stilistico, troviamo qualche brano dal sound moderno, vedi per esempio l’opening “This Is My God” e la successiva “Lost Worlds“. Altre invece come “Us Against The World” che possono riportare la mente al periodo di “Somewhere in time” degli Iron Maiden, un brano che con la voce di Dickinson avrebbe fatto ben altra figura e altri brani ancora, vedi “The Chosen Ones”, che si rifanno a un certo AOR degli anni 80. British Lion probabilmente, paga il prezzo di una lunga gestazione, scritto nei ritagli di tempo in oltre dieci anni.

British Lion (Emi)

1.This Is My God
2.Lost Worlds
3.Karma Killer
4.Us Against The World
5.The Chosen Ones
6.A World Without Heaven
7.Judas
8.Eyes Of The Young
9.These Are The Hands
10.The Lesson

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