Brusco cambio climatico: Coldiretti chiede lo stato di calamità

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Brusco cambio climatico: Coldiretti chiede lo stato di calamità

A causa del brusco abbassamento delle temperature e delle precipitazioni piovose e nevose dei giorni scorsi, la situazione è drammatica sugli alpeggi delle vallate cuneesi e, in particolare, nel Vallone dell’Arma in alta Valle Stura, dove ci contano più di 150 capi uccisi dal freddo.
I malgari sono stati costretti a demonticare per salvare gli animali rimasti e a trasferirli d’urgenza in pianura. Si contano i danni di questa nuova emergenza, a cui si aggiungono le ingenti spese che dovranno essere affrontate anche per il recupero dei capi morti.
“Questo straordinario evento calamitoso ha messo a nudo la mancanza in alpe di strutture necessarie di fronte ad eventi di questo genere per il riparo dei capi – commentano Marcello Gatto, presidente, e Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Cuneo – . “Abbiamo più volte segnalato l’urgenza e la necessità di questi lavori alle amministrazioni comunali, proprietarie degli alpeggi, di cui non possono farsi carico le aziende, che pagano già affitti molto alti per poter usufruire dei pascoli.

Ci troviamo ad affrontare un’altra grande e vera emergenza, che va superata aprendo un dialogo costruttivo con le amministrazioni”.
Aggiungono Bruno Rivarossa e Secondo Arneodo, segretario di Zona Coldiretti Cuneo: “La nostra gente è abituata a soffrire e ad affrontare condizioni molto dure, ma questa drammatica situazione va ad aggiungersi a tutte le problematiche e le difficoltà che quotidianamente vivono i malgari e ancor più chi abita e opera stabilmente in zona montana, dagli attacchi dei selvatici alle speculazioni che danneggiano irreversibilmente la montagna. Bisogna operare per salvaguardare questo patrimonio naturale e tutelare l’ambiente, il territorio e le attività che oggi con lo spopolamento sono state seriamente compromesse”.

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