Bufera Roma, da Osvlado ad Andreazzoli tutti sotto processo

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Bufera Roma, da Osvlado ad Andreazzoli tutti sotto processo

Il giorno dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia non si placano le polemiche in casa giallorossa, il tecnico Andreazzoli attacca apertamente Osvaldo che gli replica con un tweet, ennesimo episodio di una situazione grottesca.

Al peggio non c’è mai fine; potrebbero essere riassunti così gli ultimi 2 giorni in casa Roma, giorni che si sono rivelati l’esatto opposto di quello che il popolo giallorosso si aspettava. Il derby che valeva la Tim Cup, e tutto ciò che ne consegue (qualificazione europea, supremazia cittadina, orgoglio) è stato la chiosa a due stagioni fallimentari. Dopo il primo anno fatto di alti (pochi) e bassi (tanti) della nuova gestione americana, la seconda stagione doveva essere quella del rilancio per Totti e compagni; l’arrivo di Zeman il tassello mancante del progetto partito 12 mesi prima, niente di tutto questo è stato rispettato ed oggi i tifosi si ritrovano a confrontarsi con la dura realtà dopo aver concesso fiducia a società e squadra senza esser minimamente ripagati.

Assordante il silenzio dei vertici societari nel post gara della finale; mentre il presidente laziale, Lotito, giustamente, andava davanti a taccuini e telecamere ad elogiare squadra ed allenatore scelti da lui, la Roma si rifuggiava dietro la figura di Franco Baldini che con frasi di circostanza liquidava i tanti interrogativi che gli venivano posti; la diatriba di oggi fra Andreazzoli e Osvaldo poi risulta essere la naturale conseguenza di questa gestione distante anni luce da quella che un club di questo livello meriterebbe, andrebbe ricordato a molti che scudetti e coppe si vincono prima in dirigenza e poi in campo.
Non certo esenti da responsabilità sono però squadra e tecnico, il buon Aurelio Andreazzoli, messo forse a ricoprire un ruolo più grande di lui, ieri è stato letteralmente scherzato da Petkovic, l’allenatore laziale si è presentato con un 11 inferiore qualitativamente a quello romanista, ma messo in campo in maniera da sopperire a tale carenza; mentre la Roma si affidava come al solito al proprio capitano sperando che inventasse qualcosa, Klose e compagni arrivavano dalle parti di Lobont facendo calcio, a ciò ci sarebbe da aggiungere una voglia, un cuore e un orgoglio differenti da quelli manifestati nel pre-gara da molti; le lacrime di Totti e DeRossi o la rabbia di Perrotta nel dopo-partita facevano un po da contrasto con gli atteggiamenti, passivi, di altri giocatori, che rispecchiavano quelli espressi in campo durante tutta la stagione, giocatori che troppo volte hanno messo le proprie ambizioni davanti a quelle dell’gruppo.

Vincenzo Margiotta

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