Bufera sui concorsi pubblici: conta l’ateneo, non solo il voto di laurea COMMENTA  

Bufera sui concorsi pubblici: conta l’ateneo, non solo il voto di laurea COMMENTA  

Diploma and graduation cap

Il governo porta avanti a fatica la riforma della pubblica amministrazione, un pezzetto dopo l’altro, discussione dopo discussione.

L’ultimo pezzetto sono i due emendamenti presentati proprio questa settimana, il primo relativo alla possibilità di licenziare, in certe situazioni (non proprio del tutto chiare, a dir la verità), i dirigenti pubblici, e il secondo relativo al fatto che in futuro, nei concorsi pubblici, non conterà più soltanto il voto di laurea, ma anche l’ateneo che lo ha rilasciato.


È su questo secondo punto che, ora, è scoppiata la polemica.

“La mia originaria proposta prevedeva semplicemente l’abolizione del voto minimo di laurea quale filtro per la partecipazione ai concorsi pubblici” ha dichiarato l’autore dell’emendamento, il deputato PD Marco Meloni, suggerendo che sia stato qualcun altro a modificare il testo così come è diventato noto.


Il principio di voler tutelare chi si laurea in un’università ‘difficile’ con un voto più stiracchiato rispetto al collega che proviene da un ateneo più ‘accomodante’, secondo molti, non sta proprio in piedi.


“Se esiste il valore legale del titolo di studio” ha detto Stefano Paleari, rettore dell’Università di Bergamo “la laurea deve pesare allo stesso modo”. Secondo il M5S, l’emendamento non è altro che “un nuovo colpo mortale che governo e Pd assestano al sistema pubblico d’istruzione, spazzando via definitivamente i principi di uguaglianza e inclusione”. Sel, invece, fa notare che “se uno ha la fortuna di nascere in una famiglia che se lo può permettere, potrà frequentare le università più in voga”.

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Nel coro di commenti negativi, l’unica voce in accordo è quella di Elena Centemero, responsabile scuola e università di Forza Italia, la quale afferma che “qualsiasi iniziativa che, nel campo dell’istruzione, premi la qualità e valorizzi il merito non può che vedere Forza Italia favorevole”.

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