Burleque, moda o stile di vita? - Notizie.it

Burleque, moda o stile di vita?

Catania

Burleque, moda o stile di vita?

Un film in uscita (da venerdi’ Burlesque con Cher e Christina Aguilera al debutto come attrice) e un altro in arrivo (Tournee’ di Mathieu Amalric), un reality show tutto italiano (su Sky Uno dal 25 marzo), decine di corsi in ogni citta’: il gioco eterno della seduzione femminile passa di nuovo in questi tempi per il burlesque.
Molti si chiedono cosa spinga culturalmente quest’onda che rinnova uno spettacolo antico (la prima artista, Elisa Vestris e’ inglese e dei primi decenni dell’800) in un’epoca in cui, tra veline e papi girls, tra hard disponibile e pure gratuito, l’erotismo è sfacciatamente esibito molto piu’ degli anni in cui lo show con canzoni maliziose, ammiccamenti, spogliarelli pruriginosi era il massimo che si potesse trovare…Sta qui l’errore comune che si fa quando si parla di burlesque. Il burlesque non ha niente a che vedere con tutta la feccia che si vede oggi in tv e non solo, è qualcosa di più, è un’arte, uno stile di vita, un gioco raffinato che non fa altro che far risaltare quel concetto di seduzione che si trova in ogni donna.

Certo poi il fatto che tutto ormai tenda a divenire moda è un altro discorso, il sedurre con ironia di certo non è questione di moda. Il burlesque, con una sua storia che si snoda tra vaudeville, cafe’ chantant, gli spettacoli quelli itineranti e quasi circensi dell’America della seconda meta’ dell’Ottocento, i girlies show e il parigino Moulin Rouge, per incontrare poi lo striptease vero e proprio con il nudo femminile esibito ma piu’ inarrivabile rispetto all’esuberanza burrosa delle donne dell’old burlesque, ebbe un’eta’ dell’oro tra gli anni Venti e Quaranta, quando colpito dai divieti divenne lo spettacolo proibito per eccellenza.
Per evitare la nudita’ furono inventati il tanga (il numero del tanga volante fece diventare leggendaria Lili St Cyr), i pasties ossia i copricapezzoli (rotearli, come faceva Carrie Finnel, fu un’astuzia sexy che la rese celebre), il numero nella vasca da bagno piena di bolle di sapone, la paneled skirt ossia la gonna a pannelli (strategici ovviamente): gli effetti furono eccitanti e le sue protagoniste, da Bettie Page a Tempest Storm, elette a dive.

Fin quando l’ascesa di Playboy e dell’industria del porno non ne provoco’ il declino.
Alla fine degli anni ’90 il burlesque ha cominciato a rinascere, con ballerine professioniste (la piu’ nota e la piu’ retro’ e’ Dita Von Teese) attirate da questo spettacolo a meta’ tra seduzione, esibizionismo e arte, come capita alla Aguilera nel film che ha convinto Cher a tornare al cinema dopo 11 anni. Di sicuro a non perdere mai di vista il burlesque e’ stata la moda: dagli abiti di Vivienne Westwood alle scarpe sexy di Louboutin, passando per i corsetti di Dolce e Gabbana e le culotte di Jean Paul Gaultier, la lingerie di Agent Provocateur, gli abiti di Lacroix, John Galliano e Thierry Mugler.

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