Caccia russi abbattuti dalla Turchia, le conseguenze secondo la Russia

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Caccia russi abbattuti dalla Turchia, le conseguenze secondo la Russia

C’era da aspettarselo, ma l’abbattimento dei caccia russi da parte della Turchia sta mettendo in grande difficoltà la già fragile compattezza del fronte anti Isis.

“Le lunghe relazioni di buon vicinato fra Russia e Turchia sono state minate” ha sentenziato in tono grave il premier russo Dmitri Medvedev, il quale ha parlato di “una pericolosa escalation dei rapporti fra la Russia e la Nato, che non può essere giustificata con alcun interesse, compresa la protezione dei confini” e di “conseguenze dirette”, come “la rinuncia a una serie di importanti progetti comuni e la perdita di posizione nel mercato russo da parte delle compagnie turche”.

Le parole di Medvedev sono state dirette e pesanti, ma, quanto meno, non hanno compreso possibili implicazioni dal punto di vista militare. Di fatto si tratta di un deterioramento nei rapporti fra Russia e alleanza atlantica e di ripercussioni, per la Turchia, soprattutto sul piano economico. Nell’immediato, Vladimir Putin aveva parlato dell’abbattimento dei caccia russi come di “una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo”, evidenziando che l’episodio “avrà conseguenze tragiche nei rapporti tra Russia e Turchia” perché si tratta di un “evento che va oltre i limiti dell’ordinaria lotta contro il terrorismo”.

Ancora non si sa di preciso quale sia la situazione dei piloti, anche se Alexander Orlov, ambasciatore russo a Parigi, ha dichiarato che uno dei due sarebbe nelle mani dei ribelli anti Assad, mentre l’altro sarebbe caduto nelle mani dei miliziani dello Stato Islamico e da questi ucciso.

Nel frattempo Mosca ha deciso di congelare ogni rapporto con la Turchia: il ministro degli esteri Sergei Lavrov ha annullato la prevista e imminente (sarebbe dovuta essere oggi) visita ad Ankara e l’invito ufficiale alla popolazione russa è di evitare di recarsi in Turchia. Il ministero della Difesa russo continua a ribadire che i caccia non avevano violato lo spazio aereo turco e che non sono mai stati pre allertati dall’aviazione di Ankara. Gli avvertimenti sono invece stati confermati anche da fonti USA, e il presidente Barack Obama si è messo in contatto con Erdogan per esprimere la propria solidarietà, evidenziando il diritto di difendere i propri cieli.

Al contempo, però, Obama ha sottolineato la necessità prioritaria di evitare una escalation di tipo militare.

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