Calcioscommesse, arrestato l’atalantino Masiello COMMENTA  

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Il calciatore dell’Atalanta Andrea Masiello è tra i destinatari di un’ ordinanza di custodia cautelare eseguite dai carabinieri di Bari. In manette anche Fabio Giacobbe e Giovanni Carella, amici del calciatore.

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L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Masiello avrebbe truccato le ultime partite di campionato quando, il Bari, sua ex squadra era ormai retrocesso.

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Masiello avrebbe venduto informazioni sui risultati a un gruppo di scommettitori. Tra le partite sospette c’è il derby il derby con il Lecce. In quell’occasione il Lecce conquistò la salvezza grazie a un autogol di Masiello.

Quell’incontro fruttò a Masiello 300.000 euro che ha ammasso davanti ai giudici di aver fatto volontariamente autorete. Nelle combine sarebbero coinvolti anche alcuni esponenti della tifoseria barese che, avrebbero fatto pressioni su alcuni giocatori per perdere contro il Cesena e consentire loro di vincere la scommessa.

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Altre partite nel mirino degli investigatori sono Bari-Chievo, Bari-Sampdoria e Udinese-Bari. Nella combine per quest’ultimo incontro sarebbe coinvolto anche l’attuale difensore della Juventus Bonucci, all’epoca difensore del Bari. In quel caso i calciatori si accordarono per un “over”, l’incontro termino 3 a 3. Altri calciatori indagasi sono: Daniele Portanova (Bologna), Alessandro Parisi (Torino), Simone Bentivoglio (Sampdoria), Marco Rossi (Cesena), Abdelkader Ghezzal (Cesena), Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte (Siena). Il direttore generale del Bari, Claudio Garzelli, a Radio Sportiva ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito: “Questi provvedimenti, per i quali umanamente posso essere dispiaciuto, non modificano in nessun modo lo scenario che si è creato intorno alla nostra società: abbiamo assunto una posizione molto decisa e forse siamo stati i primi a ipotizzare un reato di truffa nei nostri confronti da parte di tutte quelle persone che hanno gravitato intorno ai nostri calciatori. Abbiamo chiesto il permesso alla federcalcio di denunciare per truffa anche alcuni calciatori, e questo non fa altro che confermare la nostra posizione di parte offesa”. “Al di là di alcuni comportamenti discutibili perché legati ad alcune diatribe interne, non ho mai avuto motivo di pensare che lo stesso Masiello potesse essere coinvolto in situazioni fraudolente”. E non c’entrano i problemi economici che ha attraversato la società. “Nel momento in cui i calciatori avrebbero commesso questi atti avevano preso tutto quello che dovevano avere: a febbraio avevano ricevuto tutti i compensi regolari e tutti i premi della salvezza dell’anno precedente. Oltretutto guadagnavano moto bene, e i problemi di quest’anno sono proprio figli delle alte retribuzioni dei nostri calciatori”.

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