Calcioscommesse: le ammissioni di Carobbio

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Calcioscommesse: le ammissioni di Carobbio

Primi interrogatori, e prime ammissioni per il secondo filone dell’inchiesta Last Bet, che nella mattinata di lunedì ha portato all’arresto di diciassette persone tra cui quattro giocatori in attività, posti in isolamento per cinque giorni. Così se l’interrogatorio più atteso, quello di Cristiano Doni, è previsto per venerdì 23, il gip Salvini ha ascoltato nella giornata di martedì Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio, ottenendo risultati forse insperati. Il primo ha ammesso il contatto con l’ex compagno nelle giovanili della Roma Simone Farina per provare a truccare la partita di Coppa Italia Cesena-Gubbio dello scorso 30 novembre mentre ancora più articolato è stato l’interrogatorio di Carobbio.

L’attuale regista dello Spezia ha parlato per quasi due ore ammettendo il proprio coinvolgimento nelle cinque partite citate nell’ordinanza di lunedì ma andando anche oltre, e facendo i nomi di quattro suoi compagni nel Grosseto che sarebbero stati coinvolti nel malaffare. Kewullay Conteh, Paolo Acerbis ed Inacio Joelson: da notare come con tutti e tre Carobbio abbia condiviso anche l’esperienza con la maglia dell’Albinoleffe.

Gli interessati però smentiscono a partire da Acerbis, attuale secondo portiere del Vicenza, che riferisce di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Ma oltre ai suddetti giocatori Carobbio è stato anche compagno di squadra di Carlo Gervasoni, altro arrestato di lunedì nonché coinvolto pesantemente anche nel primo filone dell’inchiesta, quello estivo che aveva portato già ad una condanna a cinque anni con proposta di radiazione per il difensore.

E l’interrogatorio di Carobbio sarebbe stato prodigo di particolari proprio relativamente ai rapporti con Gervasoni: il riferimento è in particolare alla partita Grosseto-Reggina del 23 maggio 2010, penultima giornata di campionato e terminata 2-2. Nei minuti di recupero fu concesso un rigore a favore del Grosseto sul risultato di 2-1 per gli ospiti, che vincendo avrebbero conseguito la matematica certezza della permanenza in B. Carobbio si rifiutò di tirare il rigore: sul dischetto, seguendo le ricostruzioni dei tanti sms che Carobbio si è scambiato con Gegic e gli altri componenti della banda degli zingari, sarebbe dovuto andare Joelson (chiamato negro da Carobbio), per sbagliarlo, ma il brasiliano si rifiutò.

Così il rigore venne calciato dal capitano biancorosso Luigi Consonni che siglò il 2-2, salvo poi essere avvicinato ed insultato dallo stesso Carobbio e da altri compagni. Si pensa che Carobbio avesse scommesso sulla sconfitta della sua squadra ma al momento non ci sono certezze, così come non ci sono in merito alle partite di Serie A della scorsa stagione finite nel mirino degli inquirenti.

Ma secondo la testimonianza di Wilson Perumal, arrestato in Finlandia, “Eng Tan Seet aveva certamente manipolato Brescia-Bari del 6 febbraio 2011: al termine della partita Eng mi telefonò prospettandomi un guadagno di 60.000 euro ma era molto arrabbiato perché se i giocatori avessero accettato di perdere 3-0 la cifra sarebbe stata molto superiore”. Dichiarazioni messe a verbale ed in grado di far tremare il calcio italiano. Come trema l’Atalanta: secondo la ricostruzione di Salvini, Doni avrebbe agito per conto di dirigenti neroblu “interessati alla promozione in Serie A” nella manipolazione delle partite contro Ascoli, Padova e Piacenza.

Intanto trapela un altro nome tra gli indagati: è quello di Maurizio Neri, ex compagno nel Brescia di Cristiano Doni ed attuale allenatore degli Allievi Regionali B del Parma, che l’ha immediatamente sospeso dall’incarico.

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