Calcioscommesse: quella strana omertà sui nomi illustri COMMENTA  

Calcioscommesse: quella strana omertà sui nomi illustri COMMENTA  

Andrea Masiello lascia il carcere di Bari. Il difensore dell’Atalanta sono stati concessi gli arresti domiciliari dopo tre giorni di lunghissimi interrogatori: l’ultimo si è concluso nella tarda mattinata di giovedì ed è durato circa un’ora e mezza. Verbale secretato e riserbo assoluto ma gli inquirenti sembrano soddisfatti. Al punto che entro le prossime settantadue ore non si escludono nuovi arresti eccellenti, che potrebbero essere differiti dopo Pasqua ma destinati comunque ad allargare lo scandalo, anche grazie proprio alle rivelazioni di Masiello. Che quindi potrà trascorrere la Pasqua con gli affetti familiari. Pur alle prese con pesantissimi rimorsi e mille riflessioni. Ma sarà l’unico? Ovviamente no. Basti pensare agli illustri richiami ai grandi protagonisti del calcio italiano all’interno del brutto affare chiamato calcioscommesse.


Buffon, Cannavaro e Gattuso sono malati di scommesse”; “Ed il capitano della giallorossa cosa dice?” e l’ultima: “Ma Conte è contattabile?”, trascurando i non chiari riferimenti a Bonucci per Udinese-Bari di due anni fa e quelle strane espressioni riguardo al “risultato pilotato” di Milan-Bari. Frasi a metà, pezzi di intercettazioni forse fini a sé stessi, magari ingiudicabili fuori dal contesto in cui sono stati pronunciati. Insomma, frasi rubate che potrebbero dire molto o nulla. Ma se solo sulla seconda frase l’identificazione tra la giallorossa e la Roma e tra il capitano e Totti può essere ritenuta forzata, ma non troppo, le altre due proposizioni appaiono molto chiare. Il che, si badi bene, non vuol dire bollare come colpevoli gli oggetti delle “chiacchierate”. Risulta però quantomeno curioso che, appena salta fuori il nome di qualche giocatore o allenatore illustre, parta immediatamente la corsa a sminuirne gli effetti, a ridurre quelle parole a millanterie. Il primo fu Nicola Santoni che a colloquio con un amico riferì del viziaccio delle scommesse dei tre azzurri: una vicenda non certo inedita, visto che due terzi della compagnia hanno già rischiato di incorrere in punizioni, prima del Mondiale 2006.


Insomma niente di nuovo, quindi viene da chiedersi perché, poche ore dopo, Santoni sia stato quasi costretto a smentire definendo la sua una chiacchierata informale: “Quei nomi? Sono i primi che mi vennero in mente…”. Sarà… Più recenti, e come tali ancora in divenire, sono le annotazioni ritrovate nel brogliaccio delle telefonate tra Bellavista ed un gruppo di non identificati amici. “I due si confrontano in merito alla loro attività già effettuata, avente ad oggetto l’aver contattato i giocatori del Bari per pilotare il risultato finale di Milan-Bari” si legge. Parole come pietre, ma sulle quali al momento vige il più stretto riserbo. Così come riguardo ai presunti coinvolgimenti di Conte e Bonucci. Situazioni ancora tutte da dimostrare e che, è bene chiarirlo, non vedono comunque nessuno dei due chiaramente implicati nell’alterazione di risultati.


Ma certo leggere il verbale dell’interrogatorio di Bonucci, pieno di non so e non ricordo, non aiuta a debellare il male, così come avvolta nel mistero è il riferimento all’allenatore della Juventus.

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Ma Conte è contattabile?” chiede Bellavista all’enigmatico amico Raimondo in riferimento a Siena-Sassuolo 4-0 del 27 marzo 2011. E questi cosa risponde: “L’ho chiamato e non mi ha risposto: gli ho spedito un sms”. Poi, il buio. Che fine ha fatto questo sms? La Procura di Bari sta indagando, e di certo l’avrebbe fatto meglio senza questa fuga di notizie. Perché è nell’interesse dello stesso Conte, principalmente, fugare qualsiasi tipo di dubbio. E del calcio italiano evitare fastidiose accuse di omertà o di insabbiamenti illustri.

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