Caltanissetta, 46 enne muore all’improvviso durante gli esami in ospedale

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Caltanissetta, 46 enne muore all’improvviso durante gli esami in ospedale

In ospedale si dovrebbe, per logica spiccia, entrare da malati e da lì uscire sani. E, almeno nella gran parte dei casi, è così, anche se non mancano gli episodi in cui la sequenza delle condizioni fisiche non si realizza o, addirittura, si inverte.

Mentre i tagli al servizio sanitario nazionale, su cui, di fatto, si regge per la gran parte la Legge di Stabilità 2016 varata di recente dal governo presieduto dal premier Matteo Renzi, continuano a crescere e promettono di diventare in futuro sempre più consistenti, si è registrato nei giorni scorsi un nuovo caso che è subito finito in quel calderone onnicomprensivo che va sotto la denominazione di mala sanità. A volte, i casi così etichettati si rivelano essere stati classificati nel modo giusto, altri no, per fortuna, perché spesso ci si mettono in mezzo fenomeni di imponderabilità tali da sfuggire del tutto al controllo non solo dei medici, ma degli uomini tutti.

Il fatto, però, è che i tagli alla sanità offrono un’occasione troppo ghiotta di critica e finiscono per diffondere quel sentore di sospetto che, entrando in ospedale, proprio non si dovrebbe avere. Torniamo indietro nel tempo, invece di progredire, insomma, rendendo quanto mai attuale il verso di un sonetto scritto da Giuseppe Gioachino Belli nel 1837: “nun zai c’a lo spedale sce se more?”. Domanda retorica rivolta dal malato ssor Loreto al suo interlocutore, che gli domanda se sia stato in ospedale per farsi visitare.

Non dovrebbe essere così, eppure succede, come nel caso di una donna di 46 anni, indicata in cronaca con le iniziali TG, che si è recata qualche giorno fa all’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per sottoporsi ad alcuni esami. Trasferita al reparto di Emodinamica da quello di Medicina Generale, è deceduta nel corso di un’angiografia coronarica, in modo tanto improvviso da scatenare una violenta reazione dei parenti, che sembra abbiano preso a calci porte e muri della sala d’attesa in cui si trovavano quando è stata data loro la notizia.

Sulla vicenda dovrà ora intervenire la magistratura, così da far luce sull’accaduto, se necessario ordinando – come sembra probabile – l’autopsia sul corpo di TG.

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