Cambiamenti climatici: accordo al G7

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Cambiamenti climatici: accordo al G7

Il vertice G7 ha prodotto un risultato atteso e auspicato da molti: un accordo di massima sul clima, che tiene conto della reale situazione in atto e si pone obiettivi chiari e diretti.

I 7 leader hanno stabilito di mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi rispetto ai livelli antecedenti la rivoluzione industriale, e di realizzare, nei prossimi 35 anni (ovvero entro il 2050) una progressiva riduzione delle emissioni dal 40% al 70% rispetto a quelle prodotte e rilevate nel 2010.

Sul range dei 2 gradi è stato trovato un accordo dopo che, in passato, tale accordo era parso non esserci affatto, mentre, per quanto riguarda le emissioni, il G7 ha fatto proprie le indicazioni fornite da numerosi studi scientifici a riguardo (in parte raccogliendo anche la provocazione di Greenpeace, che aveva proiettato il messaggio “100% energie rinnovabili”). A questo punto, il perseguimento degli obiettivi dovrà passare per consistenti stanziamenti, quali quelli (per ora solo) prospettati alla conferenza di Copenhagen nel 2009.

Novità ci saranno senza dubbio nel corso del prossimo incontro sui cambiamenti climatici, previsto a dicembre a Parigi.

Dritto a quello che adesso appare come il vero problema va il Ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti: “ora bisognerà lavorare per trovare soluzioni equilibrate, anche finanziarie, che consentano ai colossi asiatici Cina e India e ai paesi poveri di aderire a un accordo che, per essere efficace, dovrà essere alto, ambizioso ed equo”.

Cresce, nel frattempo, l’attesa per l’intervento del Papa sul tema dei cambiamenti climatici: il 20 giugno prossimo è prevista la presentazione dell’enciclica “Laudato Sii”, che, sono in molti ad assicurarlo, non passerà inosservata.

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