Cambiamenti climatici, in Italia coste sommerse comunque, ininfluente la Cop 21 COMMENTA  

Cambiamenti climatici, in Italia coste sommerse comunque, ininfluente la Cop 21 COMMENTA  

Mentre la Conferenza Mondiale sul Clima inaugura la seconda e ultima settimana di lavori, in Italia è stato diffuso nei giorni scorsi un report dell’Enea relativo agli effetti, sul nostro paese, del riscaldamento globale.

Nulla di così nuovo, tutto sommato, dal momento che si parla in sostanza di innalzamento del livello del mare e di un generale inaridimento del clima – tutte cose che, in qualche modo, già si sapevano, purtroppo – ma a colpire in modo particolare è il fatto che tutto ciò sembrerebbe essere destinato a verificarsi qualunque siano le risultanze degli incontri di Parigi.

“Lo scenario più probabile” ha raccontato all’agenzia Reuters il dottor Gian Maria Sannino, direttore e responsabile del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti dell’Enea, “è quello di meno precipitazioni d’estate e precipitazioni invernali particolarmente intense, meno distribuite e più localizzate”.

Gli effetti si farebbero sentire in modo più accentuato nell’Italia meridionale, “con estati ed inverni sempre più aridi e secchi e una crescente carenza di acqua che determinerà il progressivo inaridimento dei suoli, con ripercussioni su agricoltura, attività industriali e salute umana”.

L’innalzamento del livello medio del mare, poi, potrebbe provocare la sommersione totale di una trentina di zone costiere del nostro paese, fra cui Venezia e il delta del Po, il golfo di Cagliari, la foce del Tevere, parte della Versilia e della piana di Catania.

Il fatto più importante, ha ribadito il dottor Sannino, è che tutto ciò è destinato a verificarsi: è una certezza, anche se a Parigi venisse sottoscritto un accordo per bloccare le emissioni e limitare a meno di due gradi l’aumento della temperatura media globale.

Ecco perché occorre passare subito ad una fase di “attenta programmazione” di ogni attività umana lungo le coste, in maniera da adattarsi alla futura conformazione geografica, mantenendo nel frattempo “un sistematico monitoraggio con mareografi e satelliti”.

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