Cambogia, i templi di Angkor e la loro storia

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Cambogia, i templi di Angkor e la loro storia

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Angkor è una città in rovina della Cambogia nord-occidentale: i suoi favolosi templi sono purtroppo lasciati in rovina, ma rimangono eccezionali

Angkor è una città in rovina che si trova nella Cambogia nord-occidentale, nella provincia di Siem Reap, 30 chilometri a nord del lago Tonlè. Nel 1960 vennero rinvenuti, da botanici francesi, alcuni ruderi e monumenti che si riferiscono all’apogeo dell’antico impero Khmer. Le rovine formano due gruppi: Angkor Thom, “la grande capitale” del nono secolo, e Angkor Wat, “il tempio”, del dodicesimo secolo.

La grande capitale del complesso di Angkor in Cambogia ha pianta quadrata, con mura, fossato, e porte turrite. Essi è divisa da quattro strade, al cui centro si trova il tempio. Quest’ultimo è composta da tre piani di gallerie con torri in cima in forma di quadruplice maschera umana sorridente. Al centro svetta una gigantesca torre. La ricca decorazione e i bassorilievi raffigurano miti religiosi o scene tratte dai poemi indiani. Angkor Wat, il gran tempio del regno, mostra poi cortili, loggiati, gallerie e piscine con una rigida simmetria, decorati però delicatamente nello stile tipico dell’arte di Angkor Thom.

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A 25 chilometri da Angkor ci sono poi i ruderi del tempio di Isvanapura del decimo secolo.

Gli Khmer cessarono di costruire nel XV secolo e a seguito di ciò Angkor venne abbandonata. Al memento del suo massimo splendore, Angkor era una città che poteva vantare un milione di abitanti. Nello stesso periodo, ad esempio, Londra era una semplice cittadina di non più di cinquantamila persone.

Angkor: eccezionali rovine lasciate all’incuria

A eccezione del tempio di Angkor Wat, restaurato dai re Khmer nel corso del XIX secolo per essere utilizzato come santuario buddhista, i monumenti di Angkor per molti secoli rimasero in balia della vegetazione tropicale. Questo ebbe come conseguenza uno sbriciolamento progressivo della pietra arenaria di cui gli edifici sono fatti. A un certo punto la vegetazione finì per ricoprire quasi del tutto gli edifici. Tanto che ancora oggi risulta impossibile rimuovere molte delle piante che sono cresciute sopra alle opere murarie. Il rischio è infatti quello di distruggere la muratura stessa, ormai sostenuta solo dalle radici delle piante selvatiche.

A tutto ciò bisogna aggiungere gli escrementi dei pipistrelli e l’asportazione di pietre per essere riutilizzate altrove o vendute al mercato nero. Si delinea così un sito archeologico che necessita di un forte intervento di restauro.

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Le rovine di Angkor in Cambogia sono posizionate su un’area di foresta molto ampia, perciò una visita completa del sito non può essere effettuata in un giorno. Ci sono due percorsi principali da seguire, uno più lungo e l’altro più breve. Il grande circuito è un percorso di 26 chilometri, mentre il piccolo circuito si limita a 17. I turisti che intendono visitare Angkor devono avere un biglietto, il cui costo è abbastanza elevato per gli standard cambogiani. Ma è comunque abbastanza proporzionato rispetto all’entità delle vestigia che è possibile visitare.

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